Immigrati in Liguria, business da oltre 30 milioni di euro all’anno

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Immigrati in fila per essere ospitati in un centro in Liguria: a Genova 500 in più, a Savona 150
Immigrati in fila per essere ospitati in un centro in Liguria: a Genova 500 in più, a Savona 150
Immigrati in fila per essere ospitati in un centro in Liguria: a Genova 500 in più, a Savona 150

GENOVA. 22 MAG. Immigrati richiedenti asilo, non ancora regolari. In attesa della nuova ondata prevista per prossima estate, ecco quanto ci costano quelli che non scappano dalle forze dell’ordine, secondo il Comune di Genova e Left Lab.

Sul sito web di Tursi sono stati snocciolati alcuni dati, ma non è dato sapere quanti sono gli stranieri che poi ottengono il riconoscimento dello status di rifugiato, né il costo complessivo nella nostra città e in Liguria. La vicepresidente regionale Sonia Viale ha raccomandato ai comuni di non accogliere chi rifiuta di farsi identificare e lo scorso gennaio in Regione è venuto fuori un dato allarmante: “su 240mila immigrati clandestini sbarcati in Italia, finora 10mila hanno ottenuto lo status di rifugiato, in Liguria solo 335”.

La discrepanza numerica è evidente.

 

Inoltre, se il Comune di Genova indica le spese vive sostenute dal ministero degli Interni, non fornisce quelle altre destinate dal bilancio di Tursi, né quelle “collaterali” sostenute dalla comunità, dalla sanità locale, dalle forze dell’ordine e dall’amministrazione pubblica, che dedica una parte di tempo, mezzi, personale e denaro a loro, anziché ai nostri bisognosi in difficoltà.

I finanziamenti dello Stato (ministero degli Interni) per le spese vive dei centri di accoglienza della Prefettura risultano di 30 euro al giorno a persona. I centri SPRAR finanziati anch’essi dallo Stato (ministero dell’Interno) ricevono invece di 40 euro al giorno a persona.

Gli immigrati, non ancora regolari, vengono accolti nei centri governativi di primo livello e accoglienza (a Genova c’è un centro di smistamento per adulti per circa 84 posti ed un centro di smistamento per minori con 50 posti) oppure nei centri di accoglienza straordinaria delle prefetture: a Genova ci sono oltre 1000 posti, in Liguria ce ne sono oltre 3000.

La media di attesa per ottenere o ricevere il diniego dello status di rifugiato è di 1 anno. Pertanto, significa che il business a Genova è di oltre 10 milioni di euro e in Liguria di oltre 30 milioni di euro all’anno.

Per quanto riguarda i centri di accoglienza dei Comuni (centri SPRAR) a Genova ci sono 231 posti di accoglienza, in  Liguria 401.

Senza contare il “pocket money” ossia la mancetta giornaliera di 2,5 euro a cranio, il business per ogni immigrato risulta così suddiviso: 16,2 euro – il 42% –  costi di personale; 12,8 euro – il 32% – costi di vitto, spese per la salute, per la scolarizzazione; 7,8 euro – il 20%  – costi di manutenzione e di pulizia delle strutture; i restanti 3,2 euro (6%) costi di integrazione, per la tutela legale e psicologica,
per coprire i costi indiretti di gestione.

 

 

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