Il Telefono Azzurro entra nel carcere di Chiavari

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Presentata la ludoteca nel carcere di Chiavari fatta in collaborazione col Telefono Azzurro
Presentata la ludoteca nel carcere di Chiavari fatta in collaborazione col Telefono Azzurro
Presentata la ludoteca nel carcere di Chiavari fatta in collaborazione col Telefono Azzurro

GENOVA. 11 GIU. Carcere di Chiavari e Telefono Azzurro hanno avviato una collaborazione a favore dei detenuti che hanno figli.

All’interno della struttura carceraria è stato istituito uno spazio, una ludoteca, nel quale ospitare i figli in visita ai propri padri che si trovano in carcere.

Si tratta di uno spazio accogliente e familiare in cui i volontari dell’Associazione cercheranno di favorire e rendere meno traumatiche le relazioni di bambini e ragazzi con i genitori detenuti, attraverso attività ludiche, formative e di assistenza.

 

La presentazione del progetto è avvenuta questa mattina presso la sala colloqui della Casa di Reclusione di Chiavari in via Gasometro 2.

Sono intervenuti il ‘padrone di casa’ il Comandante Andrea Tonellotto; Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile, Andrea Tonellotto, un assessore del Comune di Chiavari, il vice Sindaco di Lavagna e la direttrice ella Scuola E. Luzzati.

Saranno proprio i volontari del gruppo territoriale di Lavagna, presenti all’incontro, a portare avanti il neonato progetto di Chiavari, che diventerà, così, la 18esima sede dell’attività: al momento, infatti, “Bambini e Carcere” opera già in 17 strutture in tutta Italia ed è in fase di attivazione anche a Voghera e Santa Maria Capua Vetere.

Presso tutte queste strutture vengono seguiti mensilmente circa 857 minori attraverso la costante presenza di 224 volontari adeguatamente formati e preparati.

Dalle statistiche del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria emerge che, al 31 dicembre 2015, la popolazione detenuta è pari a 52.475; di questi, circa 22.361 sono anche genitori (fonte: Ministero della giustizia).

Ma tornando allo spazio, si tratta di uno spazio risistemato ad hoc da alcuni detenuti che si sono offerti volontari che hanno ripitturato le pareti; successivamente la stanza è stata abbellita con alcune sagome di compensato modellate e colorate dai ragazzi del triennio della Scuola E. Luzzati di Chiavari.

Parallelamente a queste attività, i volontari si impegnano anche a costruire momenti di confronto con i genitori detenuti volti a far comprendere loro le finalità del progetto, ovvero il recupero degli affetti familiari, attraverso “gruppi di parola”, momenti di condivisione di esperienze e emozioni, laboratori di scrittura e colloqui individuali.

“Il progetto Bambini e Carcere ha l’obiettivo di favorire il rapporto dei minori con i genitori detenuti, anche in un contesto come la realtà carceraria spesso difficile da comprendere, soprattutto per un bambino”, ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e Docente di Neuropsichiatria Infantile, “Telefono Azzurro si impegna quotidianamente al fianco di bambini e genitori in carcere, da oltre 20 anni, in istituti penitenziari di tutta Italia, intervenendo in prima persona – durante e dopo il carcere – per contribuire a ricostruire un tessuto sociale e familiare lacerato. Un progetto che intende mettere in pratica il principio sancito dall’articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia secondo cui il bambino i cui genitori, o uno dei due, si trovano in stato di detenzione, deve poter mantenere con loro dei contatti appropriati”.

I colloqui inizieranno sabato prossimo.

 

 

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