Il Telefono azzurro con i bambini nel carcere di Chiavari

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Il carcere di Chiavari
Il Telefono azzurro per i bambini nel carcere di Chiavari
Il Telefono azzurro per i bambini nel carcere di Chiavari

GENOVA. 9 GIU. Il progetto “Bambini e Carcere” di Telefono Azzurro arriva in Liguria, con l’inaugurazione della Ludoteca nella Casa di Reclusione di Chiavari.

Uno spazio accogliente e familiare, in cui i volontari cercheranno di favorire e rendere meno traumatiche le relazioni di bambini e ragazzi con genitori detenuti, attraverso attività ludiche, formative e di assistenza.

L’appuntamento per la presentazione del progetto è per sabato 11 giugno alle 10.30 presso la sala colloqui della Casa di Reclusione di Chiavari in via Gasometro 2, tutta dipinta dai detenuti e decorata dai ragazzi del Liceo artistico Luzzati con alcune sculture in legno.

 

Interverranno Paola Penco, Direttrice del Carcere, Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile, Andrea Tonellotto, Comandante del Carcere, Roberto Levaggi, Sindaco di Chiavari e Luigi Barbieri Vice Sindaco di Lavagna.

Saranno proprio i volontari del gruppo territoriale di Lavagna, presenti all’incontro, a portare avanti il neonato progetto di Chiavari, che diventerà, così, la 18esima sede dell’attività: al momento, infatti, “Bambini e Carcere” opera già in 17 strutture in tutta Italia ed è in fase di attivazione anche a Voghera e Santa Maria Capua Vetere.

Presso tutte queste strutture vengono seguiti mensilmente circa 857 minori attraverso la costante presenza di 224 volontari adeguatamente formati e preparati.

Dalle statistiche del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria emerge che, al 31 dicembre 2015, la popolazione detenuta è pari a 52.475; di questi, circa 22.361 sono anche genitori (fonte: Ministero della giustizia).

Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, nasce nel 1993 a Milano e prevede che tutte le attività dei volontari siano finalizzate a creare un clima sereno e accogliente per il minore. Due i momenti fondamentali: la “preaccoglienza” e il colloquio in ludoteca. Il primo è quello precedente all’incontro con il genitore detenuto e ha come scopo quello di allentare la tensione dovuta alle procedure per entrare nel carcere.

Superata questa fase, l’attività entra nel vivo con l’incontro tra genitori e figli. I volontari, in questo contesto, avviano attività che permettono a genitori e figli di essere i veri protagonisti: giochi, laboratori, animazione e assistenza, con l’unico obiettivo di tutelare la crescita psico-affettiva del minore e garantire un ambiente sereno per la coltivazione del rapporto con i genitori.

Parallelamente a queste attività, i volontari si impegnano anche a costruire momenti di confronto con i genitori detenuti volti a far comprendere loro le finalità del progetto, ovvero il recupero degli affetti familiari, attraverso “gruppi di parola”, momenti di condivisione di esperienze e emozioni, laboratori di scrittura e colloqui individuali.

“Il progetto Bambini e Carcere ha l’obiettivo di favorire il rapporto dei minori con i genitori detenuti, anche in un contesto come la realtà carceraria spesso difficile da comprendere, soprattutto per un bambino”, ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e Docente di Neuropsichiatria Infantile, “Telefono Azzurro si impegna quotidianamente al fianco di bambini e genitori in carcere, da oltre 20 anni, in istituti penitenziari di tutta Italia, intervenendo in prima persona – durante e dopo il carcere – per contribuire a ricostruire un tessuto sociale e familiare lacerato. Un progetto che intende mettere in pratica il principio sancito dall’articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia secondo cui il bambino i cui genitori, o uno dei due, si trovano in stato di detenzione, deve poter mantenere con loro dei contatti appropriati”.

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