Il sindaco con il SI’ diventa senatore, ma Doria vota NO a Renzi

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Il sindaco di Genova Marco Doria domenica vota NO al referendum Renzi

GENOVA. 1 DIC. A tre giorni dal voto il sindaco di Genova, Marco Doria, stasera ha comunicato che domenica voterà NO al referendum Renzi. Il primo cittadino, che con la vittoria del SI’ potrebbe diventare anche senatore, tradisce il Pd, che gli ha fatto da stampella per quasi 4 anni e mezzo in consiglio comunale, ma dimostra di essere una persona trasparente nella sua attività politica.

“Non mi sono pronunciato pubblicamente sino ad oggi sul referendum costituzionale – spiega Doria anche su Fb – per alcune ragioni. La prima si lega al mio essere sindaco di Genova, legittimato dal voto popolare del 2012 che mi ha fatto assumere un ruolo istituzionale rilevante per amministrare la città. Un voto espresso da tanti cittadini e gruppi sulla base di un programma. Mi è stata attribuita una responsabilità precisa in forza di un patto stipulato in cui ovviamente non era e non poteva essere prevista qualsivoglia posizione da tenere in occasioni di un referendum allora non immaginabile. Tanti cittadini, amici, sostenitori che mi hanno votato si sono espressi o si esprimeranno in modo diverso il 4 dicembre, così come sono diverse le posizioni dei consiglieri comunali che sostengono la mia maggioranza. Rispetto profondamente le loro valutazioni e non posso rappresentare sul tema referendum altra posizione che non sia la mia, di cittadino partecipe alle vicende del paese. Cittadino partecipe e, purtroppo, negativamente colpito dalle tante strumentalizzazioni, falsificazioni o banalizzazioni che hanno caratterizzato questa campagna referendaria.

Non intendo questo referendum come un referendum sul governo. Da sindaco ho interloquito in più di una occasione col governo Renzi, ne ho misurato le scelte in relazione alla vita del comune (dei comuni) e alle grandi questioni della città. Ho apprezzato l’impegno deciso del governo nell’affrontare il disastro del dissesto idrogeologico, la predisposizione di piani che rendono l’amministrazione locale protagonista nella progettazione di interventi e nella allocazione di risorse pubbliche (penso al bando periferie e al recente patto per Genova). Ho condiviso e condivido l’impegno ad accogliere i profughi che giungono in Italia, in coerenza con inderogabili principi di solidarietà e senza lasciare spazio a razzismo e xenofobia. Il mio giudizio su tutto ciò non può che essere positivo.

 

Mi esprimo dunque sul quesito referendario, sulla proposta di modificare la Costituzione. Sono obbligato, come tutti, a dire un sì o un no a un insieme di cambiamenti che sono da me singolarmente giudicati in modo differenziato. Sono ad esempio favorevole all’abolizione del Cnel , come pure a una diversa ripartizione delle competenze tra stato e regioni. Non condivido però la modifica proposta del Parlamento, con questa trasformazione del Senato, in presenza di una legge elettorale di cui si annuncia il cambiamento ma che è al momento la legge che funzionerebbe.E nel complesso ritengo che la proposta non cambi in meglio la nostra Costituzione.

Per questo intendo votare no al referendum del 4 dicembre.

Voglio poi esprimere ancora una volta con chiarezza il punto di vista di una persona di sinistra convinta che dopo il 4 dicembre, quale che sia l’esito del voto, grande debba essere l’impegno di tutti per ricucire quello che la campagna referendaria ha lacerato. Tanti cittadini genovesi e italiani che voteranno sì o no condividono valori e visioni della società in cui mi riconosco, che sento miei. Per affrontare le questioni del nostro tempo bisogna costruire intese che ci consentano di guardare oltre il momento del 4 dicembre, di affermare una linea che faccia crescere il paese, riduca le diseguaglianze, tuteli l’ambiente. Senza demagogia, consapevoli della difficoltà di gestire bilanci pubblici gravati da un debito pesante che non dobbiamo appesantire ulteriormente, contrastando con fermezza le violente spinte populistiche. Non è un impegno agevole ma è assolutamente obbligato e deve vedere uniti tanti che il 4 dicembre non si esprimeranno nello stesso modo”.

 

27 COMMENTI

  1. Vota no (se é vero) xké dovrebbe cominciare a lavorare sul serio e con la sua flemma immaginate sl cosa vuol dire andare avanti e indietro da Roma e battersi x risanare questa bellissima città lasciata al degrado più totale(es.strade,scuole,appalti ecc ecc)

  2. Inizia già la campagna x le prossime comunali??? Scommetto che se i sondaggi davano vincenti i si avrebbe fatto jna dichiarazione diversa. E poi sinceramente non credo che interessi a nessuno quello che vota lei Sig sindaco. I genovesi giudicheranno sul suo operato.

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