Il Siap sulla gestione emergenza profughi, la richiesta di rinforzi

0
CONDIVIDI
Polizia, Siap: Affrontare disagio psicologico e stress correlato
Il Siap, a proposito dell'emergenza migranti
Il Siap, a proposito dell’emergenza migranti

GENOVA. 7 GIU. Il SIAP sindacato di Polizia, durante due incontri tenutosi con i vertici della questura e del compartimento polizia ferroviaria, ha chiesto che venga trasmessa con urgenza al dipartimento della pubblica sicurezza una richiesta di aggregazione di personale proveniente da altre sedi per poter tamponare il sovraccarico di servizi di identificazione che il ministero dell’Interno ha deciso di attivare anche dentro le principali Stazioni Ferroviarie genovesi.

Servizi che vanno ad aggiungersi a quelli già in atto, finalizzati alle identificazioni di migranti presso i locali di Genova Campi.

L’ordinanza del Questore prevede un impiego massiccio di personale che viene attinto dal personale degli Uffici.

 

“In momenti resi ancora più difficili per il rischio terroristico – scrive il segretario provinciale Roberto Traverso – i Commissariati, già notoriamente in ginocchio rischiano il collasso. Per non parlare della Polfer che è costretta ad utilizzare in ordine pubblico il personale già impegnato a vigilare le stazioni ferroviarie.

Fermo restando, che come già evidenziato dal SIAP, si tratta di servizi onerosi che rispettando la vigente normativa europea non fanno altro di allungare i tempi entro i quali i migranti si presenteranno comunque alla frontiera francese, è inaccettabile che il delicatissimo impegno richiesti ai poliziotti genovesi si svolga senza nemmeno l’ausilio di mediatori culturali.

Una situazione grave che cerca di arginare impropriamente un dramma umanitario di proporzioni bibliche alla quale occorre una risposta tecnica e politica.

Tecnicamente abbiamo chiesto l’aggregazione di 50 unità in Questura e 10 alla Polfer, mentre politicamente ci rivolgeremo alle istituzioni locali, compreso il Prefetto, per cercare di evitare che Genova possa essere considerata impropriamente una città di Frontiera solo per dare dare un segnale alla pancia e non alla testa di chi ha responsabilità istituzionali ben precise sull’argomento”.

LASCIA UN COMMENTO