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Il pm: fingevano di essere integrati, ma sono terroristi. Condannate gli islamici

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Taqiyya: nordafricani fingevano di essere integrati

GENOVA. 23 GIU. Taqiyya, ossia dissimulazione. Fingevano di essere integrati, ma secondo il pool di investigatori erano dei terroristi affiliati all’Isis. Il sostituto procuratore Federico Manotti oggi in Tribunale a Genova ha chiesto la condanna a sei anni e otto mesi per Sakher Tarek, algerino di 34 anni accusato insieme ad altri tre immigrati di fare parte di una cellula jihadista operante tra la Liguria e Brescia.

La procura ha chiesto la stessa condanna anche per Hossameldin Abdelhakim, egiziano di 43 anni. Mentre per il fratello Antar, 36 anni, ed il quarto presunto affiliato all’Isis, Hosny Mahmoud El Hawary Lekaa, egiziano di 31 anni, il pm ha chiesto cinque anni e quattro mesi di reclusione.

Si tratta del primo processo per terrorismo islamico celebrato a Genova nei confronti di “insospettabili” migranti. In udienza stamane si sono costituiti parte civile la presidenza del consiglio dei Ministri e il ministero dell’Interno.


Il pm ha inoltre chiesto l’espulsione dal paese dei quattro imputati, a pena espiata. Secondo l’accusa, l’organizzazione diffondeva materiale jihadista e instradava combattenti dal Nord Africa in territorio siriano e in Libia per conto dello Stato Islamico (Daesh).

Tarek, secondo quanto accertato dai carabinieri del Ros, era in contatto con una cellula europea ed era pronto a compiere un attentato.

Il maggiore dei fratelli egiziani, ex macellaio, era stato arrestato a Cassano D’Adda e secondo l’accusa sarebbe stato il reclutatore, mentre il secondo faceva il pizzaiolo a Finale Ligure. Il terzo egiziano, che viveva a Borghetto Santo Spirito era stato arrestato il 4 novembre alla stazione Principe di Genova mentre tornava da un viaggio in Nord Africa.

 

2 COMMENTI

  1. Perché espellerlo a pena espiata? Così lo dobbiamo pure mantenere in carcere? Che sconti la pena nel suo paese dove le carceri di sicuro saranno meno accoglienti di quelle italiane e che nn metta mai più piede in Italia

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