Il Pd: non sono finti profughi, scappano tutti da guerre

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Alcuni immigrati che dicono di scappare da guerra e miseria: protestano con lo smartphone

GENOVA. 10  SET. “Mentre i Comuni liguri stanno facendo il possibile per accogliere i migranti nelle proprie strutture e rispondere così all’appello lanciato dalla prefetture, la Regione si mette di traverso e nega l’accesso ai propri immobili, con il rischio concreto che nascano, una dopo l’altra, una serie di tendopoli. Una presa di posizione politica non solo sulla pelle di chi fugge da persecuzioni e guerre, ma anche su quella delle stesse amministrazioni locali, su cui, in questo modo, grava l’intero onore dell’accoglienza”.

Lo hanno dichiarato ieri Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria, Marina Costa, responsabile immigrazione Federazione Pd Genova, Cristina Lodi, consigliera comunale Pd e delegata all’emergenza profughi Città Metropolitana di Genova.

“Un problema non si risolve facendo finta di niente e lavandosene le mani, anche perché se la Regione non vuole prendersi le proprie responsabilità dovrà farlo – come sta già accadendo da molti mesi – qualcun altro e cioè i Comuni, che in questa vicenda si sono comportati sempre correttamente avviando percorsi virtuosi di convivenza e integrazione, come i lavori di pubblica utilità. Ma alla vicepresidente regionale Viale, che ha anche la delega all’immigrazione, tutto questo non importa. L’unica preoccupazione è soddisfare la pancia del suo elettorato, mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi e lasciando che siano i Comuni – anche quelli di centrodestra – a doversi occupare dell’accoglienza dei migranti. Eppure altre amministrazioni regionali, compresa quella veneta che lunedì sarà proprio a Genova a parlare di immigrazione, stanno facendo la propria parte. Solo la Giunta ligure preferisce voltare le spalle a quest’emergenza, dimostrando una scarsa cultura istituzionale”.

 

 

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