Il Pd: Genova, Savona e Spezia pongono limiti a Piano casa

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La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita
I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Giovanni Lunardon: Piano casa legge sbagliata
I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Giovanni Lunardon: Piano casa legge sbagliata

GENOVA. 23 MAG. “Stupisce che il centrodestra canti vittoria sul Piano casa sostenendo che “solo” 33 Comuni liguri su 235 abbiano deciso di porre dei limiti a questa nuova legge regionale. Forse la giunta Toti non si è accorta – o meglio ha fatto finta di non accorgersi – che fra queste amministrazioni “dissidenti” oltre al capoluogo di regione (Genova), ci siano due capoluoghi di provincia (Savona e La Spezia) e comuni importanti come Ventimiglia, Rapallo, Sestri Levante, Cogoleto, Chiavari, Finale Ligure, Vezzano Ligure e Santa Margherita Ligure solo per citarne alcuni. Un totale di un milione di abitanti, su un milione e mezzo di liguri e cioè i due terzi”.

I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Giovanni Lunardon oggi hanno attaccato la giunta Toti sul provvedimento proposto dall’assessore all’Urbanistica Marco Scajola.

“La Liguria – hanno aggiunto Paita e Lunardon – è una regione con il 69% di superficie boschiva e quindi non sfuggirà alla giunta che il peso di queste amministrazioni – che sono soprattutto costiere – non è poco. Anzi, a noi sembra che queste richieste di limitazione dimostrino ancora una volta come il Piano Casa del duo Toti-Scajola sia una legge sbagliata e cementificatrice. Non a caso il governo ha espresso parecchi dubbi in proposito e ha chiesto molti correttivi che la giunta dovrà presto adottare. Queste modifiche sono state presentate questa mattina in commissione e il Pd si è astenuto, visto che rappresentano degli interventi migliorativi rispetto alle aree protette, che sono stati suggeriti dall’Esecutivo.

 

Abbiamo però votato contro il testo della legge, perché per noi resta profondamente sbagliata per tante ragioni fra cui il suo carattere perenne; senza contare che parliamo di una norma che viaggia in direzione ostinatamente contraria rispetto alla tendenza nazionale, che punta al consumo del suolo zero entro il 2050. Tornando ai dati, non dimentichiamo poi che su 235 comuni liguri 183 sono sotto i 5000 abitanti e 99 sotto i mille: quindi molti non dispongono neppure di un ufficio tecnico che possa sbrigare le pratiche necessarie a chiedere l’esclusione dell’applicazione del Piano casa ad alcune porzioni del territorio. Insomma: i dati vanno analizzati rispetto al contesto in cui sono inseriti”.

 

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