Il naufragio della personalità

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Salmone che nuota contro corrente simbolo della personalità
Un salmone che nuota contro corrente, simbolo della personalità
Un salmone che nuota contro corrente, simbolo della personalità

Il naufragio della personalità

GENOVA. 17 NOV. E’ in atto, sotto mentite spoglie, un imponente fenomeno di “spersonalizzazione”.

Inconfutabilmente, la diffusività quotidiana di certi comportamenti liturgici evidenzia ex sé una forma di interagente dipendenza e di soggiacenza del singolo individuo ai macro & micro dettami della Società.

Avviati ormai in una inconsapevole logica da  truppe cammellate, l’unica direzione praticabile è omologarsi alle scelte della moltitudine, aggregarsi ad una “verità”  il cui valore è acquisibile solo attraverso il più allargato e possibile consenso.

 

Per gli avvinti a tale esiliante alterità,  inventandone le cause, l’impasse  potrebbe derivare dalla progressiva dismissione delle facoltà intellettive e da una scarsa quota preventiva di autonomia cogitante.

Per coloro, invece, che hanno preservato, seppur in parte e a tratti, una propria idea di individualità, una capacità di discernimento non troppo incasellato, le cause della defaillance potrebbero consistere nel venefico inquinamento da stress e nel relativo contagio in civica apatia.

Come che sia, perduto l’equilibrio, non é facile rialzarsi, riprendere la posizione di vedetta  e da lì selezionare le più adatte tra le categorie del pensiero che  confortano l’esitante incedere umano.

La vexata questio, pur necessaria, rischia di impegnare spazio e tempo preziosi. Considerando, peraltro, che anche quando, per facoltà vaticinatorie e teurgiche, disponessimo della giusta soluzione, ciò non vorrebbe dire averla definitivamente risolta  od inermizzata.

Ad ogni buon conto, riconquistata l’agognata “libertà” e smantellati gli ostacoli che nel tempo si sono frapposti al sacrificio di generazioni di tensioni sociali ed ideali, la condizione umana, malgrado continue sollecitazioni, tende a ritornare nella propria dimensione iniziale: smaccatamente solipsista: comportandosi esattamente come l’elastico che, dopo essere sottoposto ad allungamento, ritorna alla sua lunghezza originaria.

A tal guisa, nell’ipotesi di scongiurare la inveterata pre-vedibilità, limitatezza, subordinazione del giudizio individuale ed in ascolto delle flebili invocazioni dei sopravvissuti a tale “naufragio”, il salvataggio  consiste nel recupero del proprio valore e quindi del proprio pensiero; nella  irriproducibile autonomia ed unicità dell’individuo (etim.: non-diviso).

In preda al timore di una apocalittica sorte del tipo “ne resterà uno solo” (dal film “Highlander”), non vi è dubbio che al momento il concetto applicato di “individuo” sia merce rara.

Restiamo quindi in attesa che all’esiguo e sparuto numero si unisca la moltitudine di appartenenza e spettanza; e che si consolidi sempre più il legame tra “persona” e “personalità”: non fosse altro che per restituire  senso alla comune matrice semantica dei termini.

Massimiliano Barbin Bertorelli

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