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Il Nano Morgante | L’uomo razionale è un mito vagante

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Il Nano Morgante | L’uomo razionale è un mito vagante

GENOVA. 20 MAG. In forza della sua accertata dotazione di intelletto, sfugge il motivo per cui l’uomo non riesca a comprendere con debito anticipo certe sfavorevoli e ricorsive evidenze. Ed a inermizzarne  per tempo gli effetti.

Sfugge il perché di certa miope insistenza di pensieri e di  comportamenti, nonostante suadenti enunciazioni e volitivi intenti revisionistici,  nella constatazione che, ad esempio, all’iniziale presa distanza da un certo comportamento altrui, non di rado ne consegue una sua precisa replica.

Resta un dilemma il perché sia così difficile comparare ed assimilare utilmente e stabilmente tra loro le esperienze ed il perché insista a tal proposito una individuale narcisistica avversione, pur potendo trarre da tale circostanza notevoli benefici.


Nell’idea di innalzare il livello della vigilanza preventiva, la “taciturnità”, forma ostativa del dialogo, é un ennesimo impedimento a permeare ed agevolare una visione interpolata delle proprie esperienze.

In effetti, di ciò non é immediato cogliere il nesso logico. Magari perché, semplicemente, in certi comportamenti non c’è nesso, né logica. Magari perché l’individuo razionale, di cui talvolta si esorbitano e celebrano le virtù, è solo un mito vagante.

Non di rado, l’azione individuale e il pensiero sotteso sfuggono al confronto e ad una qual condivisione, vuoi per il valore attribuibile all’eventuale consenso, vuoi per la latitanza di una “logica”, di un ragionamento in qualche modo non sempre “dimostrabile”.

Per questo, nel crederci inusitatamente unici ed irripetibili, ripetiamo errori su errori, viepiù con vesti differenti.

In conclusione, imponiamoci di non essere ripetitivi e recidivi, scansandoci così dalla nefasta combinazione di guai,  in cui già alcune volte siamo cascati.

Da questo punto di vista, meglio non ostentare il motto virile del “non lascio, raddoppio”, vista la sua maggiore idoneità ai giochi a quiz.
Massimiliano Barbin Bertorelli

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