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Il Nano Morgante | L’enigma del bivio

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Il Nano Morgante | L’enigma del bivio

La Natura prevede l’essenziale. Esclude il ridondante. Pertanto, non può esistere “foglia” che non abbia un suo preciso motivo di essere, che non svolga una propria funzione e produca un esito naturalmente essenziale.  Scomodando L. Da Vinci:  “pur con tutto l’ingegno disponibile l’uomo non troverà mai invenzione [..] più bella della natura, poiché in essa nulla manca e nulla è superfluo”.

Cosicché, quando pensiamo che il nostro stesso modo di camminare, la nostra positura sono il prodotto di necessità adattive, pensiamo giusto. Ed é altrettanto giusto riconoscersi compiutamente nelle “novazioni” che giocoforza da tale dinamismo sortiscono.

Là dove gli arti superiori ed inferiori del bipede umano svolgono funzioni differenziate, nel quadrupede hanno tra loro pari finalità: in sostanza, sostenerne il peso e consentirne l’incedere. Da ciò ne deriva, per logica, uno sviluppo sensoriale e tattile umano specializzato. Quindi, differentemente localizzato ed utilizzabile.


In realtà (triste realtà), malgrado ciò, mortifichiamo il miracolo insito nel pensiero umano, sminuendolo banalmente in desideri prosaici ed ambizioni ingloriose, dando spesso per scontato la (inesistente) solidità delle fondazioni dell’edificio (per usare l’esempio evangelico) e rivolgendo prioritaria attenzione alla esteriorità.

Nella confusione e nel dubbio, non è immediato né facile cogliere l’idea di Borges  quando, dinanzi al prospettarsi di un “bivio”,  suggerisce di “imboccarlo”.

Dilemmatica affermazione la cui dimensione extra-letterale apre spazi di manovra  in apparenza inconciliabili e dilata orbite locomotorie di fantasia, rispetto invece ad una traduzione letterale apparentemente semplice, meno macchinosa.

Così, quando si frappone un “bivio” lungo il cammino del bipede umano, nella ovvia misura in cui un piede debba seguire od anticipare l’altro, mai potendosi tra loro separare,  “imboccarlo” diviene un atto essenziale.

E ciò rientra nella naturale inclinazione umana a contemplare e praticare decisioni impredicibili.

Massimiliano Barbin Bertorelli

 

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