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Il Nano Morgante | La sinistra parvenza nei reati domestici

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Il Nano Morgante | La sinistra parvenza nei reati domestici. Esplosione di un palazzo a Milano. era giugno 2016 quando un pubblicitario svitò il tubo del gas.

GENOVA. 3 LUG. Si assiste ad una sinistra prassi ogni volta che un evento criminoso famigliare (tipologia di reato oggi sempre più frequente) assurge a cronaca giornalistica.

Tra le riportate dichiarazioni di cronaca da parte di conoscenti e vicini di casa, è fatto comune descrivere il presunto colpevole come “persona riservata ed educata”.

Probabilmente è un leit-motiv (data la ricorsività del tipo di  dichiarazione) idealizzare una corrispondenza tra aspetto e indole di un individuo.


Il pensare, quindi, che solo da certi parametri comportamentali e/o visivi  si possano dedurre indizi (e pregiudizi) di una potenziale pericolosità sociale.

A parte l’insussistenza oggettiva di tale implicabilità estetico-funzionale, è sempre una larvata ed infantile convinzione pretendere di desumere dall’aspetto  la vera natura di un individuo, stabilendo un forzoso nesso tra tali “dimensioni personali”.

Fuorviante riesumare, per l’occasione, la teoria fisiognomica de Lombroso e conclamare una sorta di “atavismo criminale”.

E’ innegabile la comune persistenza dell’ idea che la gradevolezza di “forma” e di  “comportamento” possano costituire elementi di rassicurazione,  a composizione di un quadro caratteriale tranquillizzante. Ed è altresì innegabile che il contrario possa implicare, come sopra riportato,  il sospetto di nefandezza d’intenti.

Tuttavia, tale saldatura non è strana né anomala.

La “bellezza”  è una “virtù” che ha sempre influenzato le dinamiche relazionali umane ed il giudizio personale. Non a caso restano dati costanti in ogni Curriculum lavorativo,  la “foto” del candidato e la dicitura della “bella presenza” a comprovare una completezza di professionalità.

D’altro canto, nella tragica ripetitività dei  casi, resta costante lo stupore per il fatto che ciascuno di noi mantenga le proprie ferree convinzioni all’interno di tracciati già segnati.

In tali circostanze, soprattutto, è inessenziale esprimere sentenze assolutiste  all’insegna di una percezione tutta personale e sviata della dialettica realtà/apparenza.

La qualità estetica è elemento inconcludente rispetto all’attribuzione di virtù angeliche, così di quelle demoniache.

D’altronde, forma & struttura possono costituire una “dicotomia” tale da comporre un prodotto, la cui unica qualità consta, semplicemente ed ingenuamente, nella parvenza.  Sinistra, il più delle volte.
Massimiliano Barbin Bertorelli

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