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Il Nano Morgante | La leggerezza del sentimento

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Il Nano Morgante | La leggerezza del sentimento

GENOVA. 9 SET. Forse risulta eccessivo, se non blasfemo,  comparare l’allucinante e convulsa atmosfera del dipinto di Bosch “Salita al Calvario” (cui si rimanda), al caos del traffico cittadino, alla frequentazione di un bus nell’ora di punta, all’ansia da shopping compulsivo.

Tuttavia, a ben guardare, il ductus espressivo-pittorico può ben ricordare e rappresentare il clima di questa Società delirante e neurotica.

Nondimeno, seppur in mezzo a banchi di nebbia ed in balia di estranee ed arcane forze, il sentimento riesce talvolta ad impennarsi, a svincolarsi dal delirio collettivo ed a crearsi un’oasi di pace (dotata, ovviamente, dell’ immancabile  miraggio).


Cosicché, il sentimento si disvela e si espande, non più ingabbiato e trattenuto dall’ingiuriosa insegna del tempo misurabile.  Un sentimento libero di inoltrarsi in ogni anfratto, di entrare in circolo  e di irradiare ciò che, per natura, contempla e da cui é contemplato.

Di tal sentimento non se ne smorzi la fiamma, non se ne getti sopra cenere o acqua, bensì la si ravvivi, anche rischiando l’ustione. Ed anche se, in suo nome, ci si parasse innanzi una salita  (similmente al dipinto di Bosch), la si intenda come una discesa al contrario.

In siffatto modo, se anche “il mare non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare“ (cit. L.Dalla),  in forza di una natura musicale ed incomprimibile, ci si imponga, in parallelo, di esercitarsi nel “dono prezioso di non essere troppo intralciati da noi stessi” (cit. A.Gide)  e nel saperla armonizzare.

E così, mentre un’ambiziosa  musica leggera  contempla tale armonia e tale perpetua incoercibilità, si consenta a questo sentimento di librarsi in volo con la leggerezza che merita e che ci meritiamo.

Giacché, non si temano gli eventuali commenti in proposito: questa leggerezza  nulla ha a che spartire con la superficialità.

Massimiliano Barbin Bertorelli

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