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Il Nano Morgante | Il solido concetto di apparenza

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Il Nano Morgante | Il solido concetto di apparenza

GENOVA. 22 OTT. A mio avviso, incorre in grossolano errore chi convintamente asserisce che “l’abito non fa il monaco” o che “l’apparenza inganna”.

In realtà, contraddicendo una certa saggezza pret-a-porter,   convintamente sostengo che ciò che appare, il più delle volte è.  E tale asserzione sommamente si avvera quando l’osservatore introduce un’espansione di lucidità nel proprio osservare.

Non incorriamo quindi nella facile svista di attribuire troppo valore e significato a taluni aspetti e talaltri luoghi comuni: dalla loro elementarità traduttiva l’uomo ha distillato, goccia-a-goccia, l’essenza di un’esperienza non di rado contaminata da pigre eredità e scontati pre-giudizi.


Ad esempio, gli individui intendono uniformarsi e compararsi vicendevolmente per caratteristiche fisico-anagrafiche, secondo un indicatore  impreciso e, non di rado, sviante.

Così, dissuasi (ma non persuasi) dalla limitatezza di tale criterio, ogni nuova eventuale inferenza  può conquistare un margine valutativo più autorevole ed oggettivo.

Finanche approcciare ogni questione  secondo un duplice punto di vista: pensare, con discreta frequenza, che “è il monaco a fare l’abito”. E che, pertanto, “l’apparenza inganna” resti una considerazione su cui nutrire qualche dubbio.

Quindi, prestando più attenzione a tal connubio etico-estetico ed alla possibile coerenza tra le dimensioni individuali, l’apparenza raramente inganna, a prescindere da individuali prese di posizione.

Ogni scelta personale connota un ”abito” e ne costituisce elemento valutativo essenziale, in una indissolubile implicazione tra forma e materia.

Così, senza allontanarci troppo dalla strada maestra, enucleiamo una sintesi della questione, soffermandoci sull’evenienza che “i concetti intervengono nella percezione, non solo nei giudizi”.

Rielaborare periodicamente i concetti è quindi necessaria premessa per reimpostare le  percezioni ed i giudizi rispetto ad la dimensione estetica ed extra-estetica, tra loro inscindibilmente connesse.

Massimiliano Barbin Bertorelli

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