Il musicista Francesco Rebora e la “Blue note”

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Francesco Rebora
Francesco Rebora
Francesco Rebora

GENOVA. 10 MAR. Con il termine “blue note” si intende una struttura musicale fatta di dodici battute tipica del blues, tradizione americana nata dai canti degli schiavi della “Cotton Belt”, ovvero la parte sud degli Stati Uniti d’America, dove si trovavano appunto le piantagioni di cotone.

Ed è con questa sequenza che si cimenta da tempo, nonostante la giovane età anagrafica, Francesco Rebora che con il suo disco d’esordio “Blues Mirror”, ha vinto un importante contest nazionale.

Insieme a lui ripercorriamo la sua carriera, scoprendo la passione ed analizzando le caratteristiche principali di questo particolare stile musicale.

 

Francesco Rebora è un ragazzo di Langasco, cittadina dell’entroterra genovese, in Valpolcevera, classe 1989 ed una laurea in ingegneria nonchè dottorato in corso, che all’età di sei anni circa inizia ad appassionarsi allo studio della chitarra. E’ il fratello maggiore il primo insegnante ma a questo si affianca la passione del cugino Christian Bisio, grande fan del genere di blues. Da questo incontro nasce la sua grande passione per la musica degli States del sud.

Con il tempo arrivano quindi le prime band e le lezioni di importanti strumentisti che gli permettono di affinare lo stile, fino a diventare lui stesso docente presso la “Magic Sound School” di Genova.

In epoca recente, l’incontro con Simone Carbone, bassista e tecnico del suono e Marco Fuliano batterista con alle spalle tourneé in tutta Europa con i musicisti più famosi, nasce il progetto di unire i vari pezzi scritti nel tempo e di unirli in un disco.

Il 5 marzo 2015 esce “Blues Mirror”, un cd autoprodotto che inizia a circolare negli ambienti specializzati: “Popolo del blues”, “Roots highway” e “Blues magazine” tre riviste capisaldo dell’editoria musicale di genere scrivono recensioni positive sulle tracce create da e suonate da lui ed i suoi strumentisti.
Al fine di fare conoscere la sua opera, Francesco Rebora decide di partecipare ad un contest nazionale intitolato “Young Blues Challenge”, una selezione di band emergenti che si tiene a Mezzago, nello storico locale “Bloom” (famoso anche per aver ospitato i “Nirvana” nel lontano 1991…), evento realizzato in collaborazione con –Italian Blues River-, organizzazione molto nota nel settore.

Tra le tante band finaliste, provenienti da tutta la Penisola, “ Francesco Rebora Band” si classifica prima, ottenendo la possibilità di partecipare al Brivio Blues Festival che si terrà a giugno di quest’anno nella cittadina lombarda sulle sponde del fiume Adda ed a pochi chilometri dal lago di Como, un traguardo davvero importante per chi ami suonare questa musica.

Il disco “Blues Mirror” contiene dieci tracce, che spaziano tra atmosfere suggestive e delicate come in “The act” e ballate decisamente potenti e di forte impatto come “Boogie dance” che fa immaginare le balere traboccanti di pin up e marinai… Canzoni che scorrono leggere e molto gradevoli ma se ci si sofferma un attimo sui testi, si può prendere qualche spunto di riflessione e capire che le parole non sono messe a caso per assecondare le note, ma al contrario lanciano un messaggio ben preciso e profondo. In una società molto spesso superficiale, attenta solo all’aspetto esteriore, non è poca cosa.

Una musica che non è solo un susseguirsi di note sul pentagramma, ma è un modo di pensare e di vivere. “E’ uno stile molto particolare, definito da alcuni il -genio maligno-“, ci conferma Francesco Rebora, “in quanto ha in sè il senso contraddittorio del malessere e della spinta verso il positivo, quasi come se fosse un sistema per elaborare le emozioni. Un suonare che ha basi teoriche ed armoniche ma che lascia molto spazio all’improvvisazione.

Il blues è un genere di nicchia, seguito da persone di età media piuttosto alta, pochi giovani, ma gli appassionati lo sono sul serio”. E’ proprio per questi appassionati che il musicista ligure scrive testi e musiche nei quali racconta le proprie emozioni, partendo da esperienze di vita quotidiana, episodi di tutti i giorni o momenti particolari che stimolino la sua creatività.

“Nel mio processo di composizione, spesso arriva prima la musica del testo, penso ad una serie di accordi sui quali ricamo poi le parole per comunicare immagini e suggestioni – prosegue il musicista – personalmente, oltre al blues tradizionale, attingo anche dalla tradizione cantautoriale, dal rock, dal funky e da altri generi che possono influenzare la mia scrittura creativa. Il mio obiettivo è quello di emozionare il pubblico, lasciando un segno positivo, di serietà e di professionalità ma soprattutto grande amore e passione per la musica”.

Tutto questo è davvero evidente nelle parole del bluesman ligure Francesco Rebora che, si emoziona nel raccontare di quando ha suonato negli Stati Uniti nel noto “Buddy Guy’s legend” dove è riuscito a convincere un chitarrista a prestargli lo strumento e, una volta sul palco il cantante lo ha presentato come Francesco from Italy ed al termine dell’assolo il batterista si è alzato per porgere il pugno in segno di complimento; si capisce che questi tratti restano indelebili nella memoria di chi sia davvero immerso e coinvolto nella propria passione.

Una passione che esce dalle corde della sua Guild M75 e dalle parole che lui stesso scrive sotto il pentagramma e che arriva dritta all’anima di chi ascolti, anche se come noi, non è affatto un esperto del settore, ma un amante della buona musica. (nelle foto: Francesco Rebora durante alcune sue esibizioni).

Roberto Polleri

Facebook: https://www.facebook.com/francesco.rebora.5

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