Il Museo Archeologico di Savona alla Camera: confermata la correttezza della gara

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museo_archeologico_savonaSAVONA. 17 DIC. Il Ministero dei Beni Culturali, in seguito all’interrogazione del Movimento Cinque Stelle, conferma la correttezza della gara indetta dal Comune per l’affidamento della gestione del Museo Archeologico di Savona.

È quanto emerge dalla risposta della Sottosegretario Buitoni all’interrogazione dei grillini, in merito alla gara di affidamento per la gestione del Museo Archeologico della città, segnalata dall’Onorevole Anna Giacobbe del PD, dove viene anche chiarita la proprietà, statale, di tutti i manufatti.

La vittoria, da parte di una cooperativa esterna, per l’affidamento del museo, a discapito dei fondatori e, a questo punto ex, gestori savonesi, ha suscitato molte discussioni in seno al Comune di Savona, soprattutto tra maggioranza e opposizione, tanto da arrivare, attraverso un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, fino al Ministero dei Beni Culturali.

 

La risposta della Sottosegretario, chiarisce alcuni punti e pone forse, almeno politicamente, la parola fine alla questione. Giuridicamente si attende il proseguo del ricorso presentato dagli ex gestori.

Nella risposta infatti, la Sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni spiega che “il Ministero ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo della Soprintendenza, ma con lo scambio di note che tra ottobre e novembre è avvenuto tra la Soprintendenza stessa e il Comune di Savona, a seguito di “una dettagliata relazione del responsabile Dirigente”, la Soprintendenza ha ritenuto soddisfatte le proprie richieste e sostanzialmente sanate le criticità del bando”.

La sottosegretaria al MIUR ha poi sottolineato come “la partecipazione alla Commissione giudicatrice del vicario del Soprintendente abbia consentito di valutare direttamente la qualificazione culturale e professionale dei candidati e di “considerare il soggetto risultato vincitore adeguato allo svolgimento del compito. La Soprintendenza – ha proseguito nella sua risposta la Sottosegretario –  proseguirà nel vigilare sull’adeguatezza della gestione del Museo, in tutti i suoi aspetti”.

Il Ministero ha anche precisato che l’attività di ricerca archeologica è riservata al Ministero e non coincide quindi con la gestione del Museo ed ha lodato il ruolo svolto in questo ambito dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri che “ ha sempre rappresentato la piena garanzia di regolare esecuzione scientifica di dette ricerche” La Soprintendenza ha garantito il proprio impegno “affinché tali indagini archeologiche possano proficuamente proseguire”.

Infine, la Sottosegretaria ha confermato che i 1083 reperti archeologici citati nell’interrogazione come “provenienti da scavi realizzati dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri” sono comunque di proprietà dello stato.

La presidente della Commissione Flavia Piccoli Nardelli ha definito quella di Savona una realtà virtuosa, gestita con grande correttezza reciproca – spiega Anna Giacobbe – è avvenuto uno scambio attento tra Ente Locale e Soprintendenza. Su questo giudizio ha concordato la Sottosegretaria affermando che, pur comprendendo le preoccupazioni espresse dagli interroganti (in realtà relative solo al mancato coinvolgimento preventivo della Soprintendenza da parte del Comune; da cui avrebbe dovuto derivare la richiesta di ritiro del bando) ha affermato che in questo caso l’azione della Soprintendenza è stata volta alla sorveglianza reale, ed entrando nel merito in modo costrittivo ha consentito di pervenire ad una conclusione soddisfacente.  Le affermazioni del MIUR rassicurano tutti noi sul fatto che il Museo sarà gestito bene – conclude l’Onorevole del Pd –  nell’interesse della città, della conservazione e della fruizione di quel patrimonio culturale così importante.

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