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IL MINISTRO STORACE: IL VIRUS DELL’AVIARIA E’ ARRIVATO IN ITALIA

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enza stampa a Palazzo Chigi, spiegando che la met? dei casi sono stati confermati. “Da considerare – ha aggiunto Storace – che i cigni trovati morti sono tutti positivi al virus H5, ma non ? detto che siano positivi al virus H5N1”. Storace ha poi spiegato che sugli animali si stanno effettuando le verifiche per il sottotipo N1, e che sono coinvolte diverse province: Taranto, Vibo Valentia, Ragusa, Catania, Messina e Siracusa. Il ministro della Salute ha firmato un decreto per vietare la movimentazione di animali vivi, sensibili al virus dell’aviaria. Il blocco avverr? per 21 giorni. Intanto si ? riunita la task force di esperti per valutare eventuali nuovi provvedimenti preventivi.

I primi due cigni reali morti sono stati trovati nei pressi di Barcellona Pozzo di Gotto nel Messinese e nelle campagne fra Giarre e Riposto nel Catanese. Sono intervenuti subito gli uomini del servizio veterinario regionale che ha compiuto le prime analisi sul posto. I primi test rapidi hanno stabilito che si trattava del virus influenzale H5. Gli animali sono stati poi rimossi e portati all’ Asl di Catania dove sono stati eseguiti altre analisi che hanno confermato la diagnosi iniziale; poi sono stati trasferiti presso l’ Istituto Zooprofilattico di Palermo dove c’? stata la conferma della morte dei due volatili per il virus influenzale dell’aviaria h5 ceppo N non trasmissibile all’uomo. Il centro di Padova ha poi stabilito che i due uccelli hanno contratto il virus H5N1 patogeno.
Per il virologo dell’Universit? di Bologna Mauro Delogu, “non c’? un pericolo imminente per il nostro paese, poich? – ha detto l’esperto – il nostro sistema di sorveglianza ? efficacissimo ed il virus non ha contaminatio allevamenti, dunque non esiste alcun pericolo – ha concluso per il consumo di carne”.
Stessa rassicurazione arriva dal presidente della Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni: ”Non scatenare la psicosi, si tratta di uccelli migratori che non c’entrano con gli allevamenti di pollame italiani, sicuri e controllati”.
Anche la Coldiretti fa le sue considerazione, tramite il suo portavoce: “Di fronte alla dimostrazione di efficacia nei controlli occorre evitare gli allarmismi e tenere conto innanzitutto che si tratta comunque di uccelli selvatici che nulla hanno a che fare con gli allevamenti italiani. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alle analisi sull’influenza aviaria H5N1 effettuate su due cigni selvatici morti rinvenuti nelle campagne del ragusano in Sicilia. E’ necessaria affrontare la nuova situazione con una autorit? unica per la gestione dell’emergenza, l’intensificazione dei controlli e delle sanzioni ed adeguati interventi di promozione e valorizzazione che evidenzino la qualit? e la sicurezza alimentare delle produzioni italiane”.
L?influenza aviaria ? un’ infezione dei volatili causata da virus influenzali del tipo A; essa pu? interessare tanto uccelli selvatici quanto volatili domestici come polli, tacchini, anatre, causando molto spesso una malattia in forma grave e anche la morte dell?animale colpito. L?uomo pu? infettarsi con virus dell?influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti, o con le loro deiezioni, mentre non c’? alcuna evidenza di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo la cottura. Dal 1997 si sono verificati alcuni episodi documentati di influenza da virus aviario nell?uomo.
(nella foto: il virus H5N1).

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