Il ministro della Difesa difende il campo nomadi

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Il ministro alla Difesa Roberta Pinotti: no allo sgombero del campo nomadi di Bolzaneto. neanche una parola sui carabinieri accerchiati dagli zingari
Il ministro alla Difesa Roberta Pinotti: no allo sgombero del campo nomadi di Bolzaneto. neanche una parola sui carabinieri accerchiati dagli zingari
Il ministro della Difesa Roberta Pinotti: no allo sgombero del campo nomadi Bolzaneto, ma non una parola sui carabinieri accerchiati dagli zingari

GENOVA. 9 GEN. Il ministro della Difesa, la genovese Roberta Pinotti (Pd), oggi ha visitato in ospedale l’anziano di Rivarolo ricoverato al San Martino dopo essere stato massacrato l’altra sera dai nomadi del campo di Bolzaneto. Il pensionato, in  terapia intensiva per un’emorragia cerebrale, stamane è stato dichiarato fuori pericolo di vita.

Riferendosi al sit-in di oggi della Lega Nord in via N.S. della Guardia, il ministro ha detto no allo sgombero e ha spiegato che è sbagliato strumentalizzare l’episodio soffiando sul fuoco dell’odio per racimolare qualche voto in più.

Tuttavia, ha dimenticato di riferire sul minaccioso accerchiamento delle pattuglie dei carabinieri, che l’altra sera erano tempestivamente intervenute e avevano tentato di acchiappare i responsabili del massacro all’interno del campo di via N.S. della Guardia. I carabinieri non avevano potuto reagire perché altrimenti sarebbero finiti nei guai con la magistratura. In tal senso, il ministro non ha indicato se il governo intenda attuare provvedimenti per consentire alle forze dell’ordine di intervenire, anche con l’uso della forza, in difesa della popolazione.

 

Roberta Pinotti ha invece auspicato una collaborazione dei sinti per l’arresto dei responsabili del gravissimo episodio di violenza, ma oggi pomeriggio alcuni nomadi hanno minacciato i cronisti che si sono permessi di riportare la notizia, cacciando dal campo le telecamere e rifiutandosi di scusarsi pubblicamente: “E’ tutta colpa vostra. Abbiamo chiamato i nostri avvocati. Ve la vedrete con loro”. Fabrizio Graffione

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