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Il lavoro dell’Enpa per i nidiacei: fatti, non solo social

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SAVONA. 1 SET. Questi sono due degli ultimi nidiacei ricoverati presso la sede della Protezione Animali di via Cavour 48 r a Savona; un cardellino ed un passero, tra gli oltre 1250 piccoli animali selvatici caduti dal nido o trovati senza genitori, raccolti dai volontari dell’Enpa in quasi tutti i comuni della provincia di Savona dall’inizio dell’anno, e ci sono anche altri 500 adulti.

Ogni nidiaceo necessita di un pasto, dall’alba al tramonto, almeno tre volte (tortore, colombi, rapaci) o otto (passeri, cardellini, merli, gazze, ghiandaie, etc.) o ogni due ore (rondoni, rondini e balestrucci, anche adulti).

Alla fine dello svezzamento e divenuti autosufficienti, vengono liberati a gruppi in zone di campagna idonee, per dare loro almeno un’altra possibilità di sopravvivere, che il caso gli aveva negato.


Questa è anche difesa della biodiversità, quella vera, fatta da un manipolo di sempre poche volontarie dell’Enpa, che avrebbero bisogno di aiuti e di rincalzi che invece, malgrado tanti frequentatori dei social, non arrivano.

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