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IL GRUPPO DEL PD IN COMUNE PROPONE UN PROGETTO PER GLI ALCOLISTI

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GENOVA. 22 AGO. Il gruppo del Partito Democratico a Palazzo Tursi lancia l’allarme sui problemi di sicurezza legati all’alcol e propone un progetto, da realizzare in rete con associazioni e servizi sanitari, in grado di aiutare coloro che soffrono di questa dipendenza e prevenire l’allargamento del fenomeno.

“E’ ormai evidente che le ordinanze sono utili ma la loro efficacia viene vanificata se non sono accompagnate dalla creazione di una cultura del bere in grado di spiegare, soprattutto ai giovani, i danni che questa dipendenza può creare a loro stessi ma anche a tutto il resto della cittadinanza – spiega la presidente della Commissione Welfare, Cristina Lodi, con una lunga esperienza professionale alle spalle nel campo della formazione sulle soluzioni ai problemi correlati all’alcol .
E’ allarmante registrare una preoccupante costante: i periodi di crisi economica e sociale sono sempre accompagnati dalla recrudescenza dei sintomi del disagio sociale ovvero tutte le dipendenze dal gioco all’alcol alle sostanze psicotrope. Questo evidenzia come il problema sia culturale ma, prima di tutto, sociale.
Il nostro compito, come partito e come commissione consiliare, è dare priorità a questo tema avviando un progetto di informazione e conoscenza sulle problematiche legate all’alcol.
Non possiamo limitarci ai divieti. Dobbiamo anche far passare nuove idee, sfruttando anche il periodo estivo, in grado di sviluppare eventi culturali e musicali dove la vendita di alcolici non costituisca l’elemento preminente.
Le risorse per la prevenzione sono poche. Ma organizzando un progetto insieme a tutte le associazioni impegnate nel settore e ai servizi sanitari specifici, possiamo dare una risposta concreta a questo tipo di problemi che stanno distruggendo la vita di tante famiglie”.

“Le azioni che verranno messe in atto – commenta il capogruppo del Pd – non dovranno poi penalizzare il tessuto commerciale che ha dimostrato, anche in situazioni difficili, di poter essere, se coinvolto e responsabilizzato, un primo fronte di prevenzione e di diffusione di una cultura sana dello stare insieme”.

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