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IL GIORNALISTA FABRIZIO GRAFFIONE ASSOLTO DALL’ACCUSA DI VIOLENZA SESSUALE. “IL FATTO NON SUSSISTE”

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avvocatoGENOVA. 24 OTT. I giudici della Corte d’appello di Genova hanno assolto perchè “il fatto non sussiste” il giornalista genovese della redazione ligure de Il Giornale, Fabrizio Graffione, che era stato accusato di violenza carnale, sequestro di persona e violenza privata nei confronti della fidanzata.

Inoltre è stato assolto perché il fatto non costituisce reato dall’accusa di lesioni.

I fatti risalgono al 2009. A denunciarlo era stata la donna che aveva sostenuto di essere stata dapprima violentata e poi tenuta sequestrata per circa un’ora nell’abitazione di Graffione.


Il pg Ezio Castaldi aveva chiesto complessivamente sette anni con la richiesta formulata in primo grado dal pm Walter Cotugno.

I difensori di Graffione, Andrea Vernazza e Marco Marino hanno sostenuto che “la donna era consenziente e che si è trattato di una nottata trascorsa tra due soggetti adulti e liberi senza alcun condizionamento o costrizione”.

Ora secondo l’avvocato Vernazza la donna che si era costituita parte civile, dovrà restituire a Graffione la somma che lui, dopo la sentenza di primo grado, aveva pagato a titolo di provvisionale.

Aggiunge l’Avvocato Sara Minuto: “La situazione condivisa dalla coppia di adulti consenzienti era stata creata dalla fidanzata, la quale aveva denunciato il giornalista avanzando pretese economiche per 300mila euro. Il Procuratore capo Francesco Lalla successivamente ai rifiuti del Graffione di dare l’indebita somma di denaro, aveva negato l’assenso alla richiesta del Pm Walter Cotugno di misura di custodia cautelare in carcere per l’insussistenza di gravi indizi e pericolosità”.

L’avvocato Michele Ispodamia che assiste la donna ha affermato: “Vedremo la motivazione della sentenza che sarà depositata tra 90 giorni. Penso sia ipotizzabile che ci sarà un’ulteriore grado di giudizio in Cassazione. Le sentenze si impugnano non si commentano”.

Graffione a caldo è felice della sentenza e allo stesso tempo è amareggiato: “Mi sono fidato e sono caduto in una trappola della mia ex fidanzata…”. Poi ha aggiunto: “Al di là del fatto inesistente come è stato dimostrato in tribunale, la cosa che mi dà più fastidio è l’assenza di verità e la trasposizione dei fatti ad opera di alcuni colleghi che, oltre a travisare gli stessi fatti, hanno usato non poca fantasia”.

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