Home Cultura Cultura Genova

Il Festival della Scienza alla sua giornata conclusiva

0
CONDIVIDI
Il Festival della Scienza alla sua giornata conclusiva - foto Linda Kaiser

L’intervista a una studentessa di matematica, una delle guide alla mostra Imaginary

Dopo la giornata finale della quindicesima edizione del Festival della Scienza, il cui tema quest’anno era “Contatti”, si potrebbero segnalare molteplici attività che hanno registrato picchi di affluenza e di interesse.

Per una mia predilezione per le materie comparate, ne scelgo una che mi ha particolarmente colpito per le tangenze tra numeri e forme, tra teoria e prassi, tra geometria e rappresentazione “artistica”.

Ho visitato, tra le iniziative della sezione “Tutti i giorni, tutto il giorno”, una mostra bellissima nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale: “Imaginary – Open mathematics”, a cura del Dipartimento di Matematica dell’Università di Genova, in collaborazione con Imaginary GmbH.


La mostra interattiva si è tenuta, come tutto il Festival, con il supporto e la guida di studenti ben preparati. Attraverso le sale allestite con cura e un percorso che rende la matematica anche visivamente affascinante, ho seguito le spiegazioni entusiastiche e appassionate di una studentessa del terzo anno di Matematica, Sara P., che poi ho intervistato.

Come consideri il Festival della Scienza?

“Posso sintetizzarlo in un pensiero che ci tengo a trasmettere: se non avessi frequentato il Festival sin da bambina, non so se mi sarei iscritta a Matematica. La divulgazione scientifica ha il merito di rendere alla portata di tutti concetti complessi e presenta in maniera allettante materie in genere ostiche o difficili, come la matematica, la fisica e la chimica”.

Come si pone, secondo te, il taglio didattico del Festival?

“È molto positivo. Credo, invece, che nell’istruzione scolastica manchino il tempo e le opportunità di affrontare certi temi scientifici dal lato giocoso e più stimolante, modalità che avrebbe sicuramente un potere maggiore di spingere i ragazzi a studiare e approfondire cosa effettivamente si celi dietro le ‘magie’ che ci circondano. Insomma, chiedersi il ‘perché’ delle cose spinge a proseguire nella ricerca, a suggerire a volte una strada a chi è nell’età scolare”.

Per questo studi matematica?

“Non credo che mi sarei appassionata alla matematica, se non avessi visto frattali, rompicapi, indovinelli, nastri di Möbius e paradossi da piccola, girando per il Festival con la mamma. Il grande compito dei genitori è proprio stimolare, spronare e motivare bambini e ragazzi, che spesso così possono superare più facilmente difficoltà del proprio percorso formativo”.

Che cosa apprezzi della mostra in cui presti servizio, guidando, come i tuoi giovani colleghi, un gruppo dietro l’altro?

“Sicuramente la sua particolare versatilità: dalle classi delle elementari agli studiosi di matematica o fisica, dagli adulti alle persone anziane, ho visto molti sorrisi soddisfatti”.

Quali sono i contenuti di Imaginary?

“Si inizia parlando di superfici algebriche reali generate da equazioni polinomiali in tre variabili, che rappresentano le nostre coordinate spaziali, e intanto si possono vedere rappresentazioni bellissime, colorate e ‘artistiche’ di questi oggetti matematici, che di norma sembrano noiose e astratte. Tra queste ci sono superfici speciali, con molte singolarità – ‘punti appuntiti’, come diciamo ai bimbi –, che sono davvero meravigliose, una gioia per gli occhi”.

E voi cosa fate per interagire con il pubblico?

“Noi creiamo personalmente superfici, modificando equazioni già presenti o generandone di nuove, utilizzando il software Surfer, gratuito. Bambini e adulti escono contenti, con la stampa dell’immagine bidimensionale della ‘loro’ superficie, correlata alla specifica equazione”.

E i giochi con le ombre?

“Sono volti a far capire come funzionano le proiezioni da una sfera a un piano, quali deformazioni subiscano e come influenzino ciò che vediamo, attraverso le stampe 3D degli oggetti. Ci chiediamo poi come debba essere la sfera da proiettare per ottenere ombre regolari e qui… se ne vedono delle belle!”

Alla conclusione del percorso della mostra cosa succede?

“Nell’ultima stanza lasciamo giocare in libertà chi ci ha seguito, con qualche nostra dritta. Ci sono un altro schermo ‘touch’ con 16 ‘giochi’ matematici – tutti disponibili gratuitamente anche online – e svariati rompicapi”.

Quindi, nessuno si annoia!

“Non mi sembra proprio. Il grado e il livello di profondità delle osservazioni e delle applicazioni può variare notevolmente a seconda di chi ci sta davanti, ma gli stimoli rimangono vivi per tutti. E questo, secondo me, è il potere reale della divulgazione scientifica”.

Linda Kaiser

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here