Il “femminiello” ancora una volta protagonista struggente per Emma Dante

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Operetta Burlesca
Operetta Burlesca
Operetta Burlesca

GENOVA. 21 NOV. Un contrasto di luci che fa intravedere il tormento dell’anima di un uomo, mentre dietro di lui due danze appassionate e passionali raccontano una sessualità diversa dalla sua. Pietro è nato maschio, certo, ma maschio non lo si sente per nulla. Pietro è il pinguino della barzelletta che chiede al papà se è veramente un pinguino perché al Polo Nord lui ci sta male, sente freddo. Pietro è il figlio di due siciliani, ma essendo cresciuto nella provincia partenopea, parla con accento napoletano. Pietro ha un corpo che non vuole e quando si guardo allo specchio quello che vede è una donna.

Emma Dante con questa sua nuova storia dal titolo “Operetta Burlesca” ripropone i temi difficili e persistentemente attuali che l’hanno sempre interessata e sui quali conduce una battaglia spietata : combattere l’ignoranza che condanna i “diversi sessualmente”. Al sud più che al nord il masculo avi a essere masculo e la fimmina fimmina, non ci sono altre possibilità. Ed un figlio, anche se figlio, quando lo si scopre diverso non lo si accetta e lo si lascia solo con la sua sofferenza. E Pietro soffre perchè ama i genitori che non lo comprendono, ma non può farci nulla se gli piaccioni gli uomini invece delle donne. Il suo amare un altro uomo non è uno sfizio da soddisfare ogni tanto, lui col suo uomo vuole andare a vivere insieme, sposarlo e magari crearsi una famiglia. Ma questo è un sogno che non si realizzerà mai perché il mondo non è sincero come lui, il mondo è falso e lo farà scontrare con una realtà culturale pesante come un macigno e insormontabile come una montagna.

Carmine Maringola, attore della Compagnia della Dante (lo abbiamo già visto in altri suoi spettacoli),  anche questa volta è straordinario nel proporci un personaggio intenso e sincero. Accanto a lui ci sono  due  eccellenti ballerini Roberto Galbo e Viola Carinci che hanno anche funzione di attori : lui interpreta l’amore di Pietro, lei personifica la visione e la proiezione femminile che Pietro ha di sé. Francesco Guida, che ha la duplice veste di impersonare sia la madre accondiscendente quanto il severo ed ottuso padre di Pietro, è formidabile nella sua espressività aiutata senza dubbio anche dal fisic du role.

 

Una farsa burlesca, con abbondanza di piume di struzzo e lustrini, di scarpe col tacco 12 coloratissime e ricche di strass che presentano la vita di Pietro come una grande mascherata , fino a che l’opera burlesca finisce tramutandosi velocemente in un dramma, improvvisamente come nello stile di Emma Dante. Il risultato finale, come sempre quando si assiste ad uno spettacolo della regista siciliana, è quello di provare una grande simpatia per il protagonista delle sue storie, ed anche in questo caso qualunque fosse l’opinione personale del pubblico verso l’omosessualità, tutti hanno voluto bene a Pietro.

Ancora questa sera al teatro Archivolto.

FRANCESCA CAMPONERO

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