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IL CENTRO CULTURALE LA MAONA PRESENTA “LA FINE DELL’UGUAGLIANZA”

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PARSIGENOVA 28 OTT. Il Centro culturale La Maona presenta domani, martedì 29 ottobre, il volume “La Fine dell’Uguaglianza. Come la crisi economica sta distruggendo il primo valore della nostra democrazia” di Vittorio Emanuele Parsi (Mondadori editore). L’incontro è inserito nel ciclo “La cultura come forza produttiva” e si terrà al Ristorante La Meridiana di Salita San Francesco 2 alle 17.30.

Parteciperanno alla presentazione Giampiero Cama, docente Università di Genova, Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi Istituto Bruno Leoni e modererà l’incontro Luigi Leone, direttore responsabile di Primocanale.

Ritornare alle radici della democrazia moderna. Rimettere al centro delle nostre società il valore dell’uguaglianza, che ha animato la Rivoluzione americana e quella francese. È l’appassionato appello di Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni Internazionali, all’Occidente smarrito in una crisi economica che minaccia la tenuta del suo stesso modello politico. Una crisi che ha trovato i suoi presupposti proprio nel sistematico attacco al principio di uguaglianza, portato avanti a partire dagli anni Ottanta in nome di una malintesa ed esasperata libertà del mercato. Non c’è nessuna opposizione, invece, tra libertà e uguaglianza, perché “senza uguaglianza la libertà si chiama privilegio”. Così come non c’è nessuna incompatibilità tra democrazia e mercato, anzi i loro destini sono strettamente legati. È stato proprio il diffondersi del mercato di massa, infatti, a partire dall’America del New Deal e poi tra i suoi alleati europei nel secondo dopoguerra, a favorire, insieme al benessere, l’allargamento della partecipazione politica grazie all’affermazione della middle class democracy, la democrazia dei ceti medi.
Oggi, invece, con il riacutizzarsi delle diseguaglianze, questa classe media tende progressivamente a impoverirsi, e la vita democratica, colpita nel suo baricentro, ne risulta indebolita: un fenomeno che cogliamo con particolare evidenza nel nostro Paese, già gravato dalle sue fragilità storiche, in cui crescono le sperequazioni sociali, aumenta l’illegalità e la politica è tentata dalle opposte scorciatoie della tecnocrazia e del populismo.
L’unica soluzione alla crisi della democrazia e al prevalere di una nuova società dei privilegi consiste, quindi, nel riaffermare con forza il principio dell’uguaglianza come garanzia di coesione sociale, come fattore di sviluppo e di crescita, riconoscendone la convenienza economica accanto alla plausibilità morale. Non solo all’interno dei singoli Paesi, ma anche nelle relazioni tra gli Stati, in particolare nell’Unione Europea, oggi sempre meno comunità di uguali e sempre più espressione dell’egemonia tedesca.
Dobbiamo ritrovare un’orgogliosa consapevolezza dei nostri valori. Tutte le alternative illiberali alla democrazia occidentale, ricorda l’autore, sono andate incontro alla sconfitta.
E lo stesso modello cinese è destinato prima o poi a scontrarsi con le sue contraddizioni e si sta rivelando nei fatti come un passaggio dalla “uguaglianza totalitaria” alla “disuguaglianza totale”. Muovendosi agilmente tra storia e attualità, riscoperta delle grandi ispirazioni ideali e documentate analisi economiche, Parsi richiama “quest’Europa disorientata “, epicentro della crisi, al coraggio dei momenti decisivi: solo difendendo il concetto di uguaglianza si potrà salvare la democrazia e l’identità dell’Occidente.


Vittorio Emanuele Parsi (1961) insegna Relazioni Internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed è uno dei fondatori dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (aseri), dove è program director.
Fa parte dell’Advisory Board di lse-ideas (London School of Economics and Political Science). Dirige la rivista “Idem”, è editorialista della “Stampa” e di “Avvenire” e collabora con “Panorama”. Ha servito in Marina.
Gioca come “tre quarti centro” negli Old del Rugby Monza. Tra i suoi libri, Democrazia e mercato (1995), Interesse nazionale e globalizzazione (1998), Lo sguardo corto (con Lorenzo Ornaghi, 2001), L’alleanza inevitabile (2006).

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