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IL CASO FACEBOOK: LIBERTA’ DI BESTEMMIARE

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Gli utenti postano meno su Facebook ed il social network corre ai ripari

facebook GENOVA 30OTT. Quante volte abbiamo letto la parola libertà associata ad internet e a facebook. Ma quando questa variopinta libertà offende religioni e in nome di una battuta si bestemmia sotto un commento di Repubblica.it come si comporta il social network più frequentato del pianeta?

Il caso è nato perché sotto una notizia di Repubblica.it (politiche pubblicitarie su facebook tenendo conto anche di cosa scrivono le persone sul loro diario) un utente, il cui nome preferiamo tutelarlo per motivi di privacy, ha risposto “ironicamente” alla notizia in questo modo: “Allora se scrivo tante volte xxxx xxx mi offrono un abbonamento a Famiglia Cristiana?”.

Per capire quali fossero le politiche anche di netiquette su questo delicato argomento c’è venuta la curiosità di segnalare subito il commento a facebook mettendo in risalto l’offesa religiosa. La risposta è stata questa: “Grazie per il tempo dedicato alla segnalazione di un contenuto che secondo te potrebbe violare i nostri Standard della comunità. Le segnalazioni come la tua sono fondamentali per rendere Facebook sicuro e accogliente. Abbiamo analizzato il commento che hai segnalato per la presenza di discorsi o simboli inneggianti all’odio e abbiamo stabilito che non viola i nostri”.


Una risposta insolita ma del tutto ineccepibile di chi fa della libertà di qualsiasi tipo un marchio di fabbrica. Ovviamente a proprio rischio e pericolo.

Mattia Langella (mattia.langella83@gmail.com)

 

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