Il biologo: impatto non gravissimo, ma stop a pesca per un po’ di giorni

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Il biologo genovese Roberto Danovaro, subacqueo e professore ordinario all'università delle Marche
Il biologo genovese Roberto Danovaro, subacqueo e professore ordinario all'università delle Marche
Il biologo genovese Roberto Danovaro, subacqueo e professore ordinario di Biologia marina all’università delle Marche

GENOVA. 24 APR. «Il mare di Genova è un po’ sfortunato, ma l’incidente che in questa settimana ha portato nelle acque marine circa il 10% delle 500 tonnellate di greggio sversate dopo la rottura dell’oleodotto genovese, per fortuna non è enorme come quello dovuto all’affondamento della petroliera Haven 1991 o al petrolio dell’Agip Abruzzo portato da Livorno sulle coste liguri sempre lo stesso anno. L’importante per la fauna marina è però che si contenga la situazione e che non si usino additivi e solventi chimici che si sono spesso dimostrati un rimedio peggiore del male».

E’ la dichiarazione del biologo genovese Roberto Danovaro, appassionato subacqueo, presidente della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli e professore ordinario di Biologia marina dell’università Politecnica delle Marche, pubblicata oggi da Iplom.

«Al momento – ha aggiunto Danovaro – i problemi sembrerebbero essere soprattutto per le comunità dei fondali che rischiano di essere soffocate dal petrolio che finisce per posarsi sul fondo. L’impatto del greggio fuoriuscito finora non è gravissimo perché ha colpito una zona che di per sé non è di particolare pregio ambientale ed è già penalizzata dalla prossimità delle aree industriali. Tutto fa pensare che non ci siano pericoli per le zone limitrofe o le aree protette liguri. Come misura precauzionale nella zona interessata e in quelle limitrofe andrebbe sospesa in questi giorni qualsiasi attività di pesca».

 

 

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