I tre libici arrestati in porto e lasciati liberi sono fuggiti

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Il gip Cinzia Perroni li ha lasciati liberi e loro sono fuggiti: i tre libici fermati in porto a fine dicembre scappati senza documenti, auto e telefonini
Il gip Cinzia Perroni li ha lasciati liberi e loro sono fuggiti: i tre libici fermati in porto a fine dicembre scappati senza documenti, auto e telefonini

GENOVA. 17 MAR. Sospetta cellula di supporto all’Isis. Il gip Cinzia Perroni li ha lasciati liberi. Il pm Pier Carlo Di Gennaro aveva chiesto di tenerli in gattabuia, anche per il pericolo di fuga. I tre libici arrestati a inizio gennaio in porto a Genova da qualche giorno sono spariti. Senza auto, passaporti e telefonini, ossia quello che la procura gli aveva sequestrato. Svaniti nel nulla, poco dopo aver riacquistato la libertà a metà febbraio. In fuga con l’evidente supporto logistico di qualcuno. Secondo gli investigatori, che l’altro giorno li hanno aspettati invano per il formale dissequestro dei beni e restituire auto, passaporti e telefonini, potrebbero avere già lasciato l’Italia. Sul caso, indaga l’antiterrorismo italiano.

Il terzetto era stato arrestato in porto a Genova, provenienti da Tunisi, a bordo di tre auto identiche di grossa cilindrata. Sui telefonini erano state trovate immagini che facevano riferimento a scene di guerra, terroristi e Stato islamico. L’ipotesi investigativa avanzata in un primo momento era stata quella che il gruppo fosse implicato in un traffico illecito di auto per poi finanziare il terrorismo.

24 COMMENTI

  1. Per quanto siano impopolari certe decisioni, si sappia che i Giudici applicano la legge in modo completamente imparziale, operando ossia in base a ciò che la legge consente.
    Ciò, se ci si pensa, è’ un bene per tutti.
    Si applica la legge non ciò che dettano i sentimenti, le credenze o le supposte necessità, ancorché condivisibili.

  2. Fabio Mont: Quello che lei sostiene purtroppo non corrisponde del tutto al vero. Smettiamola con la storia delle decisioni impopolari per giustificare l’ingiustificabile. In Italia, alcuni componenti dell’ultracasta fanno quello che vogliono o sbagliano come tutti, ma non pagano quasi mai anche perché fra di loro spesso archiviano o si assolvono. Scusi, ma lei dove vive?

  3. Gianni Lauricella e Fabio Mont: il magistrato della presunta super colla non è stato nemmeno trasferito ed è ancora a Genova, dove ricopre il ruolo di sostituto procuratore generale della Repubblica e quindi fa parte del massimo organo inquirente della Liguria. Vi immaginate che cosa può provare chi, magari innocente, viene accusato da una persona del genere? http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/12/07/news/litiga_con_il_vicino_magistrato_a_giudizio-48230129/

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