I retroscena sulla dirigente regionale che si candida sindaco

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alice-salvatore-grillo
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Il M5S di Beppe Grillo racconta i retroscena sulla dirigente regionale, che si è candidata sindaco al Comune di Savona per il Pd

SAVONA. 1 FEB. In questi giorni le definizioni si sprecano per raccontare il  trasferimento della dirigente regionale dall’assessorato di Rixi ad altro incarico,  candidata del Pd a sindaco di Savona. E sul caso-non caso oggi è intervenuto il M5S di Beppe Grillo.

“La realtà – dicono i grillini – è che non esiste nessun caso. Siamo di fronte all’ennesimo teatrino creato ad arte da Forza Italia e Pd con un unico, preciso, obiettivo: impedire al M5Sdi vincere le elezioni comunali savonesi. Forse sarebbe il caso chiarire che Cristina Battaglia non è un dirigente  regionale con idee di sinistra, rectius Pd, vessata dal “cattivo” presidente forzista Toti a causa del suo impegno politico: questo è il messaggio che il Partito Unico vuol far passare ai cittadini, specie quelli savonesi, per restituire “verginità politica” e smalto alla candidatura del Pd, reduce dalla disastrosa gestione Berruti. Per capirlo basta guardare con attenzione quanto è avvenuto. Nel 2011 governatore Claudio Burlando assume come dirigente con contratto a tempo nel Settore Ricerca la dottoressa Cristina Battaglia, che all’epoca lavora al CNR come ricercatrice. Nel 2015 il contratto scade e la giunta Burlando indice una nuova selezione per il posto ricoperto da Battaglia. E chi è l’unico candidato per quel posto? Ovviamente la stessa Battaglia, che tuttavia non riesce ad essere nominata in tempo prima della fine del mandato. Nel frattempo il centrodestra vince le elezioni regionali. E, prima ancora che la nuova Giunta si insedi ufficialmente, Toti approva gli esiti della selezione poiché il contratto della dirigente, ben nota attivista Pd, scade il 30 giugno 2015. Il tutto nonostante il “mal di pancia” di Edoardo Rixi. Insomma, Battaglia non è una vittima di Toti, ma ne è una beneficiata”.

 

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