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I RADICALI SULL’ABORTO: “I DATI DELLA REGIONE LIGURIA SUGLI OBIETTORI RISALGONO AL 1999”

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“E’ vergognoso che solo dopo tragedie personali si parli del fenomeno dell’obiezione di coscienza, che rappresenta in tante regioni italiane, al Nord come al Sud, un vero e proprio boicottaggio nascosto all’attuazione della legge 194, una negazione tanto presente quanto sotterranea del diritto di scelta delle donne.
Il 4 ottobre 2007, il ministro della Salute ha presentato in Parlamento la Relazione sull’attuazione della legge 194; la Tabella n. 28, allegata alla relazione, offre un quadro allarmante del fenomeno dell’obiezione di coscienza nelle varie regioni italiane (media nazionale ginecologi obiettori: 58,7%); ma i dati forniti dalla Regione Liguria risalgono al 1999!
Solo la Campania ha dati così vecchi, ma, su un totale di 19 regioni e 2 province autonome, solamente 8 regioni hanno comunicato dati attendibili aggiornati all’anno 2005.
I dati liguri disponibili sugli obiettori (51,5% fra i ginecologi; 53,6% fra gli anestesti; 26,1% fra gli infermieri) sono chiaramente sottostimati, vista la situazione che emerge dalle inchieste giornalistiche di questi giorni.
Rispetto, poi, alla quantificazione degli aborti clandestini, il ministro Turco se la cava, nella presentazione della Relazione, con queste righe striminzite: “… Da alcuni anni non è stato più possibile applicare il modello matematico per la stima degli aborti clandestini perché l’errore sulla stima è dello stesso ordine di grandezza della stima stessa e per il contributo sempre più importante delle cittadine straniere che altera i parametri da inserire nel modello …”.

Il 16 ottobre 2007, presentai, assieme alla collega Donatella Poretti, un’interrogazione (3/01337) per sapere dal ministro della Salute, fra l’altro: perché la maggioranza delle regioni fornisce da anni, relazione dopo relazione, dati sugli obiettori vecchi, non corretti, incompleti; una valutazione politica su fenomeno degli aborti clandestini, non essendo sufficienti le righe citate, degne di uno statistico più che di un ministro.
Nonostante tre solleciti, la nostra interrogazione è ancora in attesa di risposta; e, a dirla tutta, il ministro della Salute è già inadempiente anche per quanto riguarda la Relazione di quest’anno, poiché l’articolo 16 della legge 194/78 prevede che tale Relazione sia presentata entro il mese di febbraio di ogni anno."

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