I furbetti della focaccia di Recco nei guai

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Lo stand del Consorzio al Nautico non potrà più produrre e vendere la focaccia al formaggio di Recco
Lo stand del Consorzio non potrà più produrre e vendere la focaccia col formaggio di Recco

GENOVA. 19 DIC. Focaccia di Recco sequestrata e alcuni del Consorzio sotto inchiesta dei carabinieri del Nas perché i cervelloni hanno pensato bene di preparare la leccornia direttamente in Fiera a Rho, anziché nei comuni del Golfo Paradiso. Con la nuova denominazione Igp, chiesta dallo stesso Consorzio, la focaccia però non si può produrre e vendere al di fuori del Golfo Paradiso. I cartelloni della promozione, quindi, sono stati staccati e lo stand giustamente è stato chiuso. Quelli del Consorzio sono finiti nei guai per frode in commercio.

E’ successo alcuni giorni fa, ma succederà ancora se alcuni promotori continueranno ad avere la brillante idea di non seguire le regole, che loro stessi hanno chiesto e ottenuto. I recchelini da anni hanno puntato i piedi per proteggere la loro focaccia col formaggio. Hanno ottenuto il marchio Igp, che significa Indicazione geografica protetta. Ossia, il prodotto non può essere fatto e venduto se non all’interno di quella determinata area, scelta proprio dallo stesso Consorzio: i comuni di Camogli, Recco, Avegno e Sori.

Avendo quindi prodotto e venduto allo stand milanese la leccornia, sia pure in forma promozionale, alcuni del Consorzio sono finiti nei guai come tanti altri. Il diligente intervento del Nas a Rho, infatti, è avvenuto insieme a quelli eseguiti dai carabinieri nel genovesato tra i furbetti della focaccia di Recco, che producono e vendono al di fuori di Camogli, Recco, Avegno e Sori. Come dire: per la Benemerita non si possono fare figli e figliastri e la legge vale per tutti. Promotori del marchio di legge compresi.

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