I forti genovesi di proprietà della città

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Forte_BegatoGENOVA. 8 OTT. E’ stato firmato oggi a Genova, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, l’accordo per il trasferimento di proprietà dei forti genovesi tra il Comune e il Demanio. Primo giro inaugurale domenica 11 ottobre.

L’Accordo consente il passaggio di un primo importante gruppo di beni compresi nel Sistema Centrale dei forti: Forti Belvedere, Crocetta, Tenaglie, Begato, Sperone, Puin e dell’Ex Torre Granara.
Alla cerimonia sono intervenuti Emanuele Piazza, assessore alla valorizzazione del patrimonio Comunale e l’assessore all’ambiente Italo Porcile. Giovanni Assereto, ordinario di storia moderna dell’Università di Genova, ha tracciato un profilo storico del Sistema difensivo seicentesco.

“La sottoscrizione di questo accordo per il trasferimento dei forti genovesi dal Demanio all’Amministrazione civica – dichiara il sindaco Marco Doria – è un’occasione preziosa per la città e corrisponde e due scelte di fondo dell’amministrazione comunale: da una parte la riconquista di spazi pubblici per i genovesi (in cui rientrano anche i percorsi per la ex caserma Gavoglio e l’ex Op di Quarto) e, dall’altra la valorizzazione del notevolissimo patrimonio storico della città. I Forti costituiscono infatti – insieme al centro storico, ai musei e ai beni architettonici di Genova – uno degli elementi su cui puntare per consolidare il rilancio della nostra città come meta del turismo culturale e verde”.

 

Il sistema di mura e fortificazioni della città di Genova fu eretto tra il 1500 e il 1800 e si estende, complessivamente, per quasi venti chilometri a protezione dell’abitato. Oggi rappresenta un giacimento di tesori architettonici e paesaggistici da utilizzare in chiave turistica con percorsi guidati, aree di svago, organizzazione di eventi, nel segno della sostenibilità ambientale e di uno sviluppo culturale, economico e sociale. La sua valorizzazione si inserisce in un piano di lungo periodo che ha visto le sue prime fasi nel recupero del Porto Antico e, in seconda battuta, del sistema dei palazzi nobiliari dei ‘Rolli’ e che, dopo questo primo stralcio, proseguirà con il completamento del sistema centrale dei forti, con il sistema orientale dei forti sui crinali della Valbisagno e con la Cinta Muraria seicentesca di collegamento.

La prima fase riguarda i forti distribuiti lungo il percorso delle antiche mura seicentesche, nati con una chiara funzione difensiva e che meglio rappresentano il Sistema Centrale. Alcuni di questi, in particolare Forte Begato e Forte Sperone, per il loro affaccio sul mare e l’alto valore panoramico, nonché per la buona accessibilità anche carrabile e per la diretta connessione col Parco del Peralto, rappresentano risorse su cui puntare per la valorizzazione della città. Con i forti verrà acquisito e recuperato un complesso di manufatti molto articolato quali batterie, polveriere, torri, mura e una rete di percorsi ed ex strade militari fruibili per trekking e escursioni, a cavallo, in bicicletta.

Forte_SperoneCon l’Atto di trasferimento siglato oggi, Forte Begato si appresta a diventare tra i più grandi contenitori di eventi della Città di Genova e, insieme a Forte Crocetta e Forte Tenaglie, il nucleo di partenza per la valorizzazione dell’intero sistema. Il traguardo da raggiungere è la creazione di un museo all’aperto, diffuso, che a Forte Begato assegna un ruolo strategico, con possibilità di insediamento di una vasta gammma di funzioni, che vanno dai servizi pubblici e privati, nel campo della ricerca e della formazione; della ricettività alberghiera, del catering e del benessere, alla creazione di un centro espositivo, didattico, documentario e multimediale dedicato alla storia delle fortificazioni, alle battaglie e agli assedi storici genovesi, ai laboratori artistici, produttivo-commerciali in chiave eco-sostenibile (bioagricoltura, green economy, bioarchitettura etc), agli spettacoli, ai mercati e alle fiere con servizio di ristorazione, alle attività sportive compatibili con il manufatto storico.
La posizione dominante e particolarmente suggestiva fa di Forte Begato un luogo idoneo a ospitare manifestazioni di ogni genere; in quest’ottica il Comune di Genova è impegnato da subito nel trovare soluzioni efficaci per il miglioramento della viabilità e dei trasporti pubblici. Anche tenendo nella giusta considerazione i tempi più lunghi necessari anche per l’individuazione delle modalità attuative e gestionali, la rinascita del forte è un obiettivo di breve periodo: si adotteranno interventi per presidiare e mettere in completa sicurezza l’intera area e attivare collaborazioni per attività artistico- culturali. La macchina comunale è impegnata a garantire l’apertura nei week end, dopo il “Porte Aperte” in programma per questa domenica, già dalle prossime settimane, a partire dall’area verde. Sono in programmazione, insieme alle aziende del comune, la pulizia, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, l’implementazione della segnaletica, la riattivazione di alcune utenze e la realizzazione di mappe e piantine.

Grazie al lavoro di preparazione svolto dal Comune, con un database che raccoglie tutte le informazioni e i dati di interesse storico – culturale, sarà presto in linea un geoportale dedicato al Sistema cemtrale dei Forti, consultabile dal pubblico, aggiornabile e interfacciabile con gli altri database settoriali. Il coinvolgimento di un pool di esperti ha portato all’identificazione, di circa 91 manufatti minori, tra ridotte, trinceramenti, casematte, batterie e altre 51 emergenze risalenti alla seconda Guerra Mondiale, su un più vasto territorio che va da Arenzano a Punta Chiappa. Un primo passo verso la creazione di un “centro d’interpretazione” del patrimonio storico-culturale-militare legato al sistema delle fortificazioni, che potrà dare luce a studi, pubblicazioni, repertori bibliotematici di pubblica consultazione con reperimento di fonti on-line.

Itinerario dei Forti e Porte aperte a Forte Begato domenica 11 ottobre
Occhi puntati su Forte Begato, domenica prossima, 11 ottobre, in occasione della Giornata nazionale del Camminare Genova. Uno degli itinerari in programma, oltre a quelli dedicati al Centro Storico e alla Via dell’Acqua, è infatti stato dedicato ai forti genovesi con partenza alle 9.30 dal Piazzale del Righi, presso la piazzola dell’elisoccorso. Per l’occasione, e per festeggiare l’ingresso di Forte Begato nelle disponibilità della città, è stato organizzato un “Porte aperte”, dalle 10 alle 17.30, con cori, letture, tornei medievali, yoga e arti orientali. Tutte le info su: www.visitgenoa.it e www.facebook.com/giornatagenova.

Cenni descrittivi
Forte Begato
Il Forte Begato è inserito nella cinta muraria di Genova, in posizione dominante e completa, con il Forte Castellaccio e il Forte Sperone, la triade dei forti in prima fila nella difesa della città. E’, per il suo articolato complesso, uno dei forti con la struttura più imponente della Liguria. Fa parte del blocco occidentale di fortificazioni che ha il suo perno meridionale, esterno alla cinta muraria, nel Forte Belvedere. Il toponimo begato, riferito alla località della Valpolcevera, deriverebbe dal termine begali che designava opere di canalizzazione; e risulterebbe già fortificato nel 1180, come si desume da un atto notarile-. I lavori di costruzione del manufatto attuale, ad opera del dal Genio militare sabaudo, furono avviati nel 1819: una grossa fortezza quadrata con poderosi bastioni agli angoli, forse opera del Barabino, completata nel 1823. Successivo il recinto di mura bastionate, protetto da un fossato sul lato della città su cui si aprono due porte servite da ponti levatoi. Qualche lavoro alla fine dell’’800, quando il forte poteva accogliere 340 soldati più altri eventuali 500 da mettere a dormire sulla paglia, porta alla chiusura di una delle due porte sulla città. 320 le razioni giornaliere, 41 mila chili di munizioni nella polveriera con una difesa attiva di 26 bocche da fuoco piazzate nell’area del forte e 13 da sistemare all’occorrenza; la linea di fuoco della fucileria è di 1200 metri a cui si aggiungono 223 posizioni da dietro le feritoie. Oggi il complesso, con una superficie coperta di 13mila metri quadrati e una superficie scoperta di circa 30mila, è accessibile tramite un ponte in muratura che ha sostituito il ponte levatoio e arriva fino al portale, ad arco teso, in conci squadrati di Pietra di Finale. All’interno, in mezzo al grande spiazzo, si erge la mole possente della caserma, poggiata su un basamento in pietra e realizzata, secondo una consuetudine piemontese, con grande uso del mattone. La semplicità apparente dell’involucro contrasta con alcuni elementi architettonici all’interno, primo fra tutti lo scalone a forbice a volte rampanti in laterizio, come sospese a mezz’aria, che salgono libere per due piani fino all’ampia apertura della terrazza superiore. Degno di nota il sistema di copertura a volta dei baluardi d’angolo: due robuste arcate appoggiate agli spigoli s’intersecano ad angolo retto in chiave, le unghie della volta sono sostituite da robuste griglie in ferro. Queste ardite soluzioni strutturali, anche funzionali alla destinazione dell’edificio, scoprono un arditezza costruttiva che non ha riscontro in area ligure e che deriva direttamente dall’esperienza del Barocco e Roccoccò piemontese (fonte MiBACT e Agenzia del Demanio).

Forte Belvedere
E’ un’opera fortificata, oggi praticamente distrutta, situata sulle alture di Sampierdarena, iniziata dal governo napoleonico, abbandonata e poi trasformata in struttura autonoma dal Genio Militare Sabaudo. Rappresenta il perno meridionale del blocco occidentale. Consiste in un terrapieno a pianta pentagonale attorniato da un fossato, con un baluardo a lunetta proteso verso Certosa e un altro a freccia verso Sampierdarena. A levante presenta una torre di tre piani, come sentinella e collegamento tra il piazzale esterno e la cinta; un ponte levatoio conduce sulla piazza d’armi a quota inferiore. Da inutile avamposto a difesa delle Mura il forte diventa, con alcuni rimaneggiamenti, una batteria a difesa del porto nella seconda metà dell’Ottocento e una postazione antiaerea durante la seconda guerra mondiale (fonte MiBACT).

Forte Crocetta
La fortificazione attuale è stata realizzata tra il 1815 e il 1829 dal Genio Militare Sabaudo. L’edificio è, inizialmente, un bastione a forma pentagonale molto allargata con un interno a un unico piano, successivamente si realizzano i collegamenti con il vicino Forte Tenaglia e il fronte posteriore , verso monte, viene sopraelevato e al di sotto della superficie del terrapieno vengono disposti su due piani i depositi e gli alloggiamenti. Il forte assume così un aspetto più massiccio, il fossato è profondo. La forma utilizzata nella sua realizzazione anticipa di almeno 50 anni quella dei “Forti di cintura” realizzati in Europa in maniera sistematica a partire dal 1870 e probabilmente anche le caratteristiche tipiche delle strutture in cemento armato. Prende il nome dalla sei-settecentesca Chiesa del SS: Crocefisso e di un annesso convento, prima inglobati e poi demoliti. (fonte MiBACT).

Forte Tenaglie
E’ il risultato delle modifiche apportate tra il 1816 e il 1830 dal Genio Militare Sabaudo sulla fortificazione avanzata a Tenaglia sorta nel Seicento nel sito del cinquecentesco castello del Promontorio. Evidenti le due fasi edilizie: la struttura seicentesca è composta da un paramento murario regolare in pietra con un parapetto separato dalla scarpata sottostante con una cornice in pietra; nell’800 le opere sono realizzate in pietrame e risale sempre a quell’epoca la barriera invalicabile che in certi punti raggiunge un’altezza di 20 metri. La nuova fortezza è un corpo a sé stante, separato dalle mura esterne tramite un fossato, il ponte levatoio è manovrabile solo dall’interno. Deve il suo nome alla particolare conformazione architettonica, a tenaglia. Durante la seconda Guerra mondiale ha ospitato una batteria antiaerea ed è stato danneggiato riportando gravi d’anni all’eedificio e a parte del muro di contenimento del terrapieno (fonte MiBACT).

Forte Sperone
Situato sul monte Peralto, nel punto di intersezione ad angolo acuto delle due fronti principali della cinta, l’una che domina la Valpolcevera e l’altra la Valbisagno, è il luogo simbolo della potenza del capoluogo ligure con i percorsi verticali delle torri, la vastità delle volte in laterizio della Caserma superiore, lo stupefacente spazio circolare della Cappella e l’immensità del paesaggio che si può godere dai Bastioni..Nel Seicento, con la costruzione delle Mura Nuove , l’opera entra a far parte del perimetro di cinta e nel 1747 viene ampliata e assume, con Giacomo Brusco, un aspetto che lo differenzia dagli altri forti, per la grandiosità delle masse murarie. Nuovamente ampliato sotto l’amministrazione napoleonica, l’antico baluardo deve la sua forma attuale ai lavori eseguiti tra il 1815 e il 1827 con una prima barriera bastionata e un portale monumentale protetto da un fossato e poi di successivi ampliamenti e trasformazioni che nel corso del XIX secolo portano anche all’elevazione di due torri angolari ai vertici. Nel 1958 il forte viene ceduto dall’Esercito alla Guardia di Finanza (fonte MiBACT) .

Forte Puin
Il suo nome driva dalla ridotta dei Pani con riferimento alla funzione di approvvigionamento rivestita in passato. Sorge sulla dorsale che dal Forte dello Sperone si protende verso Nord, nelle vicinanze della prima ridotta verso il Forte Sperone, realizzata durante il periodo napoleonico. Il progetto è di epoca napoleonica e si deve a Brusco e Barabino, la realizzazione, tra il 1815 e il 1828, è del Genio Militare Sabaudo. Si configura come una massiccia torre di pietra a pianta quadrata circondata da un recinto rettangolare bastionato con una freccia sul lato nord che conferisce una conformazione a stella. Un ponte levatoio che sormonta il fossato, introduce all’interno della cinta (fonte MiBACT).

Torre Granara
Torre Granara, oggi irraggiungibile per la fitta vegetazione, è a metà strada tra Forte Tenaglia e Forte Crocetta; destinata a corpo di guardia, è posta su un terrapieno bastionato a forma pentagonale, ed è costituita da un muro di recinzione a base circolare, originariamente provvisto di tetto, che racchiude un fabbricato rettangolare. Il suo nome deriverebbe da Domenico Granara fu Gerolamo, proprietario dei terreni agli inizi dell’Ottocento. E’ stata edificata nei primi anni del XIX secolo, nell’ambito di un più ampio progetto di rafforzamento delle Mura Seicentesche su progetto del Maggiore De Andreis, Direttore del Genio Militare di Genova, al quale venne affidato il compito nel 1817. Mai terminata – doveva far parte di un sistema di piccole torri di cui solo tre furono concluse, Torre di San Bernardino, Torre di Quezzi e Torre del Monte Ratti – venne convertita a sede di corpo di guardia e nel 1943 venne danneggiata dai tiri di artiglieria diretti al Forte Tenaglia (fonte MiBACT).

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