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HILARY PUTMAN E LA SUA LECTIO MAGISTRALIS AL FESTIVAL DELLA SCIENZA

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le, Mario De Caro, professore di Filosofia Morale all’Università Roma Tre, ha citato un passo dell’Amleto sheakspeariano, in cui il protagonista si rivolge ad Orazio dicendo che esistono più cose in terra e in cielo che non nella filosofia. “Evidentemente Amleto non conosceva Hilary Putman”, ha commentato De Caro, che ha proseguito la sua presentazione dello ‘scienziato umanista’ con una sintesi dei numerosi contributi di Putnam alla filosofia della matematica, della fisica, del linguaggio e della mente: “Egli ha favorito la risoluzione dei problemi di Hilbert, che hanno sancito la storia della matematica del Novecento ed è stato uno dei fondatori della scienza cognitiva” ha spiegato De Caro. Ma non solo: Putnam, ora professore emerito alla Harvard University, si è anche occupato di meccanica quantistica, di metafisica e ha riportato in auge il pragmatismo filosofico di Aristotele, Kant e Wittgenstein. A seguire, la parola è andata a Hilary Putnam in persona: “Anche se il prestigio della scienza non ha compromesso le discipline umanistiche, tuttavia ha messo in discussione le ragioni d’essere della filosofia”. E, dunque, ha iniziato un discorso sull’importanza e il valore della filosofia. Partendo dalla “risposta fallita” del positivismo logico e passando dalle argomentazioni postmoderniste, “attraverso le quali si tentò di ristabilire il prestigio della filosofia affermando che la scienza è solo una finzione”, Putnam ha poi dato la sua personale opinione su questa tematica: “A me la filosofia sembra importante e affascinante. Questa è la mia risposta”. Ha spiegato: “Da sempre la filosofia ha trovato alcuni pensatori che ne hanno dominato il versante morale, per esempio Stanley Cavell, che la definì ‘la formazione degli adulti’; altri il versante teoretico, come Wilfrid Sellars; altri ancora, e questi sono veri geni, entrambi i versanti”. Infine, il filosofo statunitense ha illustrato rapidamente le dottrine da lui stesso studiate e difese, dal realismo scientifico allo strutturalismo, dal positivismo alla meccanica quantistica, al pragmatismo, sottolineando come “ciascuno dei problemi sollevati da tali discipline sia a suo modo affascinante: cercare di dare una risposta, dunque, è compito sia dei filosofi che degli scienziati”.

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