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HAJDUK SPLIT – SAMPDORIA 0 – 1: IL DORIA SBANCA IL GRADSKI U POLJUDU A SPALATO IN PRE – UEFA

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iculum dell’Hajduk di Spalato nella voce sconfitte interne. Nessuna compagine del Bel Paese infatti aveva mai trionfato sulla squadra spalatina tra le mura amiche del suo campo, situato nella prima periferia della città dalmata, fondata dall’imperatore romano Diocleziano nel 290 d.C. Si, la Sampdoria vince 1 a 0 sul’Hajduk nella partita di andata dei preliminari Uefa, mostrando grinta e determinazione ma anche sospinta dalla mano della Dea bendata chiamata Fortuna. Comunque sia, il passaggio al tabellone di Coppa Uefa è ipotecato dal team genovese di Mister Mazzarri. Il ritorno è previsto giovedi 30 agosto al “Ferraris” di Genova e alla Samp saranno utili due risultati su tre per chiudere la pratica croata. Il match. Come previsto i doriani sono attesi da un pubblico nutrito e rumoroso nella bolgia dei 35mila che affollano il Gradski u Poljudu, la “tana” insidiosa della blasonata compagine dalmata. Mister Mazzarri schiera un modulo 3-4-2-1 con Castellazzi a guardia dei pali, Lucchini, Sala, Accardi dietro, Zenoni, Sammarco, Volpi, Pieri a far filtro e rilanciare a centrocampo, Bellucci, Delvecchio, Caracciolo a cercare il goal da punte rodate nell’intesa dalla preparazione montana di Moena. I croati rispondono con un solido 4-4-2 che vede Balic in porta, Buljat, Sablic, Zivkovic, Hrgovic, Damjanovic, Andric, Cernat, Rubil, Kalinic e la punta idolo del Poljudu, Ante Rukavina. Via alle 20:45, dopo e durante il frastuono che domina le gradinate dello Stadion spalatino con fumogeni e tamburi da ballata infernale. Mister Pudar, pur preoccupato per i genitori coinvolti quattro giorni fa in un incidente stradale e ora ricoverati in ospedale, dà la carica ai suoi 11 e l’Hajduk parte in quarta, forte anche di una preparazione più avanzata rispetto alla Samp, avendo già affrontato due turni del Campionato nazionale. La manovra dalmata è buona e a tratti arrembante. In evidenza Zivkovic, Cernat, Kalinic e, mobilissimo davanti, il muscolare ma agilissimo Rukavina. La “conchiglia” dell’impianto dalmata rimbomba di un eco travolgente e la Samp sente un po’ di stordimento da trasferta ma regge i colpi. Il primo tempo comincia sotto il segno del combattimento serrato: Hajduk a manetta, Samp che ribatte colpo su colpo. La svolta sembra arrivata al 17′, quando Sammarco pressato passa indietro a palombella, ma di piede, la palla al proprio portiere Castellazzi che sorpreso dall’iniziativa improvvida del compagno, è costretto a respingere di mano. Punizione a due in area a pochi centimetri dalla linea bianca della porta del numero uno doriano. I 32mila del Gradski fanno tremare il ferro-cemento del Poljudu. Tutta la Samp o quasi è schierata in barriera sulla linea di porta. Tocca Zivkovic per Cernat, traversa e sul rimbalzo in campo è Andric a provare ad infilare Castellazzi ma di nuovo il montante trasversale risuona del colpo del cuoio sferico. Spalatini disperati, tifosi infuocati. La Sampdoria rifiata e prende più coraggio, si lotta molto a centrocampo con Zivkovic in cabina di regia nell’Hajduk e Capitan Volpi tra i blucerchiati a fare da “chioccia” ai suoi compagni per nulla impauriti, anzi la svolta, ora quella vera, arriva al 44′ della prima frazione di gioco quando l’italo-argentino Campagnaro, subentrato in campo ad Accardi infortunato ad una caviglia solo da tre minuti, non crede ai suoi occhi e alle sue gambe, trovandosi tra i piedi una palla piovuta da calcio piazzato fuori area di Capitan Volpi: Hugo Armando, anche se è un difensore, non perde la lucidità e supera con un tiro di medio calibro il portiere croato Balic. Samp in Paradiso, tifosi dalmati inc…arrabbiati. Riposo. Ripresa. La formazione croata non si scompone, raccoglie le idee e cerca di agguantare come minimo un pareggio. E’ la stellina Rukavina a premere con convinzione impegnando al 7′ e la 12′ Castellazzi in un paio d’occasioni buone ma il guardiano doriano non si fa sorprendere carico di adrenalina. Volpi diventa l’eroe della serata per i genovesi, al 20′ il “Capitano Coraggioso” si permette di salvare sulla linea, respingendo di tacco una palla che sembrava destinata a rotolare in rete calciata tanto per cambiare da Rukavina. Intanto c’è gloria anche per “l’areoplanino” Montella: al 15′ della ripresa Mazzarri butta dentro il doriano “di ritorno” al posto di Caracciolo. L’ex romanista si guadagna anche un cartellino giallo per gioco scorretto. Ma è l’argentino Campagnaro, fresco di contratto, a sentire ancora profumo di gloria: non si accontenta di aver portato in vantaggio i blucerchiati ed è protagonista in attacco anche al 27′ e al 35′. andando a sfiorare il raddoppio in due occasioni fuori di poco. Si va verso la fine del tiratissimo match, mentre gli spalti infuocati del Gradski non accennano a spegnersi dai focolai del tifo croato che spinge l’Hajduk senza tregua ma la Samp fà tutto bene: si difende e gestisce il centrocampo con fatica ma determinazione. Brivido in “zona Cesarini”, Lucchini sembra toccare di mano in area ma l’arbitro portoghese, Signor Paixao, giudica involontario il fallo: tutto l’Hajduk protesta con veememza e i tifosi ululano la propria rabbia ma il direttore di gara è inflessibile: non è rigore. Dopo 4 lunghissimi minuti di recupero chiamati dalla stessa giacchetta nera internazionale, arriva il fischia finale. Successo e orgoglio sampdoriano: la compagine genovese ha ragione della leggenda del Gradski u Poljudu, mai violato da un team italiano in 104 anni di storia della squadra dalmata. Marcello Di Meglio. Il Tabellino. HAJDUK SPALATO-SAMPDORIA 0-1 Marcatore: Campagnaro al 44′ p.t. HAJDUK (4-4-2) Balic, Buljat, Sablic, Zivkovic (1′ s.t. Pandza), Hrgovic, Damjanovic, Andric, Cernat, Rubil (10′ s.t. Bartolovic), Kalinic, Rukavina. All. Pudar. SAMPDORIA (3-4-2-1):Castellazzi; Lucchini, Sala, Accardi (41′ p.t. Campagnaro), Zenoni, Sammarco, Volpi, Pieri (31′ s.t. Ziegler), Bellucci, Delvecchio, Caracciolo (15′ s.t. Montella). All. Mazzarri. ARBITRO Paixao (Portogallo). AMMONITI: Kalinic per comportamento non regolamentare, Sala, Andric, Lucchini, Ziegler, Montella per gioco scorretto.

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