GRECIA. AL VIA IL REFERENDUM. BUONA AFFLUENZA

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bandiere-greciaATENE. 5 LUG. Si sono aperti questa mattina alle 7, ora locale in Grecia con chiusura alle 19 i seggi dove i cittadini ellenici sono chiamati ad esprimere il loro parere in un cruciale referendum.

Il quesito su cui gli elettori sono chiamati a dire Sì (Nai) o No (Ochi) è il seguente: «Deve essere accettato il progetto di accordo presentato da Commissione europea, Bce e Fmi nell’Eurogruppo del 25 giugno 2015, composto da due parti che costituiscono la loro proposta? Il primo documento è intitolato “Riforme per il completamento dell’attuale programma ed oltre” ed il secondo “Analisi preliminare per la sostenibilità del debito”».

Gli aventi diritto al voto sono circa 9,8 milioni, di cui 108.371 votano per la prima volta, e i seggi sono quasi 19mila.

 

I Greci sono già in fila dalle prime ore. Gli elettori riceveranno due schede: la prima contiene una domanda relativa al referendum con due caselle che dovranno essere contrassegnate da una croce sul ‘sì’ o sul ‘no’ e l’altra in bianco.

Non sono previsti exit poll e le prime proiezioni attendibili dovrebbero essere disponibili attorno alle 21 locali.

Affinché il risultato del referendum sia valido è necessario che vi prenda parte almeno il 40% del corpo elettorale, percentuale già abbondantemenete superata.

Alexis Tsipras dopo aver votato ha dichiarato: “Oggi è un giorno di festa, perché la democrazia è una festa. Si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo”. “Da domani aprirermo la strada per tutti i popoli d’Europa. Oggi la democrazia batte la paura”.

Il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha votato alle 11:27 a Faliro, sulla costa ateniese. Dopo il voto ha detto: “È una celebrazione della democrazia. Gli enormi fallimenti dell’Eurogruppo hanno portato a un ultimatum al quale la gente non ha potuto rispondere. Oggi può dare la sua risposta”.

Il ministro della Difesa Panos Kammenos e leader dei Greci Indipendenti dopo aver votato ad Atene ha dichiarato:“Non abbiate paura del popolo”, poi rispondendo ad una domanda ha detto: “I bancomat? Li ha chiusi l’opposizione”.

Ad Atene anche due esponenti del fronte del sì, i leader di To Potami Stavros Theodorakis e del Pasok, Fofi Gennimatà. Theodorakis ha detto di sperare che “Il seme della divisione non darà i suoi frutti. Dobbiamo affrontare uniti i grandi problemi del Paese”. Poi ha aggiunto: “Vogliamo un accordo che funzioni. Mandiamo un forte Sì in Grecia ed Europa”

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