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“GRATTA E VINCI”. PENSIONATA FIORENTINA VINCE UN MILIONE CON 10 EURO. ARTIGIANO DI TREVISO SI ROVINA “BRUCIANDO” 50MILA EURO IN DUE ANNI. TUTTE LE CIFRE DEL “FENOMENO”

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Un tagliando "Gratta e Vinci" dei Monopoli di Stato da 1 Euro
Un tagliando “Gratta e Vinci” dei Monopoli di Stato da 1 Euro

FIRENZE 9 AGO. Pensionata vince un milione di Euro al “Gratta e Vinci”…ma artigiano perde 50mila Euro in due anni per lo stesso motivo…grattare e sperare.

Se gli ultimi dati economici indicano una recessione sempre più dura, il settore dei giochi legalizzati dall’Aams, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoi di Stato va controtendenza: nel primo trimestre di quest’anno la spesa procapite è aumentata del 26%. Ma la speranza di svoltare vita grattando un biglietto può essere molto pericolosa: a Treviso un artigiano ha perso lavoro e famiglia al ritmo di 750 Euro bruciati al giorno.

Sul fronte opposto, dall’altra parte d’Italia, una pensionata toscana ha invece vinto un milione di Euro (beata lei…) giocandone solo 10. La donna si è fermata ad una stazione di servizio e ha chiesto un “Gratta e Vinci” dopo aver bevuto un caffè e ha visto comparire la magica scritta “1 milione di Euro”.


E’ accaduto a un’insegnante in pensione residente a Santa Croce sull’Arno che passava alla stazione di sosta Esso sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno a Montelupo Fiorentino. Come racconta il quotidiano “La Nazione”, “stava andando a fare un controllo medico a Firenze”.

Dopo aver visto la scritta la donna “[…]è tornata al bancone chiedendo se avesse letto bene l’importo o si fosse confusa” – racconta Angelo Testa, titolare del bar-ricevitoria. Non c’era nessun errore, invece, la signora è diventata veramente milionaria. E pensare che lei quel “Mega Miliardario” da 10 Euro non voleva nemmeno acquistarlo. Ne aveva chiesto, infatti, uno da soli 2 Euro che, però, non era più disponibile. Invece è stato proprio il numero 43 stampato sul biglietto a rendere milionaria l’ex professoressa in pensione.”Sono cose che ti spiazzano. Speriamo ne abbia bisogno” – commenta il titolare della ricevitoria. “Subito dopo la vincita la pensionata è uscita a chiamare il figlio. Dopo ci ha chiesto come fare per riscuotere la vincita e se n’è andata. Magari è andata subito a Roma a ritirare la vincita” – riferisce Scilla Fontani, che ha venduto il “Gratta e Vinci” alla donna.

La tabaccheria in questione sembra essere molto fortunata, negli anni ci sono state diverse vincite, l’ultima delle quali appena dieci giorni fa, il 29 luglio scorso, quando un ragazzo, cliente abituale del bar, ha portato a casa 10mial Euro con un “Gratta e Vinci”.

Sul fronte opposto e dalla parte opposta d’Italia, c’è invece chi si è rovinato la vita con il “Gratta e Vinci”: un artigiano di Paese, in provincia di Treviso, in due anni ha perso al gioco più di 50mila Euro con un ritmo di 750 Euro “bruciati” ogni giorno. Giocava 20 Euro alla volta, al tagliando vincente del gratta e vinci modello “Maxi-Miliardario”, con la speranza di portarsi a casa “fino a 5 milioni di Euro”, come scritto sopra. E così il 58enne è finito sul lastrico, come racconta “Il Gazzettino”.

Ora l’uomo ha perso il lavoro, la famiglia e il futuro. Come libero professionista non riesce più a andare avanti più e vive grazie ai genitori. “Lo so che è colpa mia e che si può dire che me la sono solo cercata, ma questo non risolve il problema – ammette il giocatore compulsivo- ho sempre lavorato, ma negli ultimi anni mi sono completamente svuotato. Anche questo può indurre al suicidio chi si ritrova con il portafoglio vuoto ed è sempre stato onesto”.

Giochi d’azzardo legali: Italia primo Paese sulla Terra per spesa pro capite: +26% solo nel primo trimestre 2012.

L’Italia è il primo Paese al mondo per spesa pro capite per il gioco d’azzardo e il trend non sembra dare segnali in controtendenza: nel primo trimestre del 2012 i giochi hanno fatto registrare una crescita del 26%. A lanciare l’allarme è la campagna di sensibilizzazione contro i rischi del gioco d’azzardo dal nome “Mettiamoci in gioco”, promossa da Acli, Anci, Alea, Arci, Auser, Avviso Pubblico, Cnca, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Gruppo Abele, InterCear, Libera e Uisp.

“In Italia si stimano 800mila persone con pesanti (e costosi) problemi di dipendenza legati gioco – ha spiegato Marica Guiducci dell’Auser – e quasi due milioni di giocatori a rischio se non addirittura vittima di una patologia derivata dal gioco compulsivo. Giocano tutti, spiega Guiducci – ma soprattutto le persone con redditi bassi. La percentuale dei giocatori cresce con la condizione di precarietà lavorativa ed economica – ha aggiunto Guiducci – dichiara di giocare il 70% dei disoccupati e l’80% dei lavoratori precari”.

Una spesa che non conosce crisi. “Molti italiani stanno pagando senza saperlo una tassa occulta sulla speranza illusoria di una vincita che cambierà la loro vita – ha spiegato Guiducci – nel 2011, mentre i consumi delle famiglie si contraggono si è speso un gioco d’azzardo il 24% in più dell’anno precedente”.
E nel 2012, per Matteo Iori, Presidente del Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo, il gioco a pagamento ha fatto registrare un aumento significativo, di circa il 26%, portando le stime complessive per tutto il 2012 a oltre 90 miliardi di Euro. Per quel che riguarda gli anziani, infine, Guiducci spiega come non ci siano statistiche certe, ma ci sono “[…]tante evidenze che per molti anziani i giochi esasperano condizioni di vita già difficili. Si registra inoltre un’impennata del gioco d’azzardo nei giorni in cui si riscuote la pensione”.

Un fenomeno che secondo le diverse organizzazioni promotrici della campagna anti-rovina personale: “[…]sta attraversando la soglia dell’allarme sociale” ma che tuttavia vede scarseggiare studi e campagne di informazione sui rischi. “Mettiamoci in gioco” così è più di una campagna contro i rischi dell’azzardo, è un tentaivo di salvare dalla compulsiuone i conti correnti di famiglie a rischio. Porre un freno alla “liberalizzazione controllata” del gioco d’azzardo in Italia, restituire un potere decisionale alle comunità locali, impedire la pubblicità con appositi divieti, inserire il gioco patologico nei “Lea” e costituire un tavolo di confronto con le associazioni e i servizi per definire iniziative comuni. Sono questi gli obiettivi della campagna di sensibilizzazione contro i rischi del gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco”.

L’iniziativa è promossa da diverse organizzazioni, quali Acli, Anci, Alea, Arci, Auser, Avviso Pubblico, Cnca, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Gruppo Abele, InterCear, Libera e Uisp.

Lotterie, slot machine, poker, scommesse e giochi d’azzardo online: con 80 miliardi di Euro di fatturato annuo, “[…]l’industria del gioco d’azzardo è diventata una delle più importanti del paese” – spiegano le organizzazioni coinvolte in questa battaglia. Un fenomeno in “notevole crescita” che coinvolge ogni gruppo sociale, dai pensionati ai giovani:

“Secondo alcune ricerche, il 2,2% della popolazione adulta italiana risulta essere a rischio per il gioco d’azzardo se non addirittura “vittima di una patologia”. Obiettivo della campagna, quello di fare luce sul fenomeno dei giochi, chiedendo prima di tutto una “moratoria rispetto all’immissione di nuovi giochi e la rinuncia ad ampliare ulteriormente la raccolta e i ricavi derivanti dall’azzardo, anche nel caso di nuove emergenze nazionali che richiedono l’immediato introito di risorse”.

La campagna chiede anche di ridare ai Sindaci la possibilità di intervenire sulle licenze, di destinare parte degli introiti per la cura dei danni provocati dal gioco e chiudere la campagna “Giovani e Giovo”, realizzata nelle scuole dai Monopoli di Stato.

Il primo evento pubblico della campagna, è stato dedicato alla pubblicità, con un convegno di esperti che si è tenuto all’Università Sapienza di Roma il 27 giugno scorso. “Abbiamo deciso di fare il nostro primo evento pubblico sulla pubblicità ingannevole – ha spiegato Don Armando Zappolini Presidente del Cnca – pensiamo che sia uno dei nodi cruciali del sistema”.

Un segnale importante, intanto arriva dal Senato. Recentemente è stato adottato il Tuga, il “Testo Unico sul Gioco d’Azzardo. “Si tratta di un segnale positivo dopo diversi segnali d’allarme sul fenomeno – ha affermato Zappolini -. Alcuni dei punti che noi chiediamo nella campagna, infatti, sono nel documento approvato al Senato, come il riconoscimento della patologia del gioco d’azzardo nei livelli essenziali, il fatto di destinare l’uno per cento dei proventi per la presa in carico e la cura, l’inasprimento delle multe per chi gioca in nero, l’istituzione di un Osservatorio Nazionale presso il Ministero della Salute e anche la tutela dei minori”.

Per Zampolini si tratta di una vera e propria “[…]emergenza educativa di carattere culturale e generale del Paese. Siamo arrivati a questo punto perché la politica ha cessato da tempo il suo compito di presidio culturale e di guida del Paese ed è diventata terra di conquista dei grandi interessi dei privati”.

Marcello Di Meglio

1 COMMENTO

  1. Il gioco. Quando c’è crisi la gente gioca, spera nella fortuna. Tutti condannano i giochi, superenalotto, schedine, gratta e vinci, casinò ecce eccetera. Il problema è che lo stato ci guadagna sempre, su tutto.

    E allora cosa si deve fare?

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