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Grande successo per i Manezzi di Ferrini alla Corte

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Grande successo per i Manezzi di Ferrini alla Corte

GENOVA. 28 DIC. Ha debuttato ieri sera alla Corte “I manezzi pe majâ na figgia” di Niccolò Bacigalupo, nella versione di Jurij Ferrini, ed è stato un grandissimo successo. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile insieme al Progetto URT, continua le celebrazioni a Gilberto Govi, iniziate il 28 aprile scorso a cinquant’anni dalla scomparsa del fondatore del teatro dialettale genovese.

Govi infatti è una vera icona della comicità ligure e italiana, ed I Manezzi sono indubbiamente uno dei suoi più celebri ed amati cavalli di battaglia, una delle migliori interpretazioni  dell’attore, il cui grande successo fu dovuto anche alla moglie Rina, qui nel ruolo di “la Giggia”, la padrona di casa, tiranna e maneggiona, che vessa di continuo il povero marito per ottenere i suoi scopi e in particolare lanciare la scalata sociale della famiglia tramite un matrimonio d’interesse per la loro unica figlia. Un esempio di donna nuova che con la sua forza dirompente metteva in discussione una società ancora fortemente patriarcale, nella quale le donne non avevano neppure diritto al voto.

Ecco perchè riprendere una commedia di questo calibro poteva essere un rischio da parte di una compagnia contemporanea che per altro non è avvezza al teatro dialettale. Frontaggiare con i due personaggi cardini sostenuti da Gilberto e Rina , quindi, è stata a dir poco un’avventura, un’ impresa coraggiosa da parte di Ferrini, il quale proprio quest’estate nella lavorazione del la commedia parlò di “trappola” in cui poche compagnie si sono arrischiate.


“Ma ogni limite che sembra insuperabile affascina e sprona alla sfida. – dice Ferrini –  Inoltre stando ormai da un paio d’anni sui suoi lavori ho ben compreso che esistono elementi davvero molto interessanti da un punto di vista culturale nel recuperare (restaurare?) un simile patrimonio linguistico e teatrale». E la sua riproposta de I manezzi pe majâ na figgia ha accontentato tutti ( o quasi). Il perchè è semplice: il lavoro che abbiamo visto ieri è assolutamente piacevole e divertente, un atto unico di due ore dai ritmi serratissimi in cui la risposta del pubblico è immediata ed arriva sempre e convinta. E si sa, nel teatro comico, la risata è il termometro della riuscita della messa in scena. Se c’è da fare qualche piccolo appunto è sul ricalcare un po’ troppo spesso Govi da parte di Ferrini, nel fare uso di quelle espressioni e gesti che al celebre attore hanno causato quella valanga di risate e che le hanno fatte entrate nel repertorio delle repliche e che però rimangono strettamente sue e rischiose da imitare. Forse se Ferrini rimanesse un po’ più Ferrini piacerebbe egualmente dal momento che è un grande professionista. Straordinaria è stata invece Orietta Notari  nel ruolo de la Giggia, la Notari non ha per nulla ricalcato la recitazione di Rina Govi e per questo ha dato un imprinting del personaggio assolutamente attuale e ricco di ironia. Buono l’intero cast composto da Matteo Alì, Fabrizio Careddu, Arianna Comes, Stefano Moretti, Rebecca Rossetti, Angelo Tronca, in cui spicca l’ ottima Claudia Benzi nell’esilarante cameriera Comba.

Lo spettacolo resterà in scena fino al 5 gennaio.

FRANCESCA CAMPONERO

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