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UN GRANDE DULCAMARA PER L’ ELISIR AL CARLO FELICE

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l'elisir d'amore

l'elisir d'amore alfonso antoniozziGENOVA. 10 OTT. Poco pubblico ieri sera per l’apertura della Stagione lirica del Carlo Felice che  ha riproposto L’elisir d’amore firmato Luzzati-Crivelli che aveva debuttato nel 1994 per poi tornare ancora sul palcoscenico genovese nel 2004.

Un’opera comica e sentimentale allo stesso tempo, un melodramma giocoso questo di Donizetti, in cui i due protagonisti sono circondati da maschere da commedia dell’arte come il soldato vanitoso e fanfarone Belcore e lo stesso  dottor Dulcamara, deus ex machina dell’intera vicenda.

La messa in scena di questa produzione ha voluto la scelta di un cast giovane fatto di artisti tutti usciti dalla EOS, accademia interna del teatro che prepara nuovi talenti emergenti della lirica.


Senza dubbio una sfida non da poco per l’apertura di una stagione che tradizionalmente preferisce dare il via  con uno spettacolo prorompente e di impatto per far colpo su spettatori e abbonati.

Ed in effetti ad apertura di sipario e finchè sul palco non è apparso Dulcamara, alias Alfonso Antoniozzi, l’unico ”anziano” del cast, si è temuto per la resa della serata.

I giovani artisti affiancati dallo straordinario baritono di Viterbo non riuscivano a reggere il confronto. Per fortuna nel secondo atto lo spettacolo  ha spiccato il volo, le voci si sono scaldate e si è potuto ascoltare una bellissima aria “Una furtiva lacrima” ad opera del giovane tenore ventunenne  Pietro Adaíni, che ha commosso ed entusiasmato il pubblico tanto da richiedergli un bis che è stato generosamente concesso.

Sotto tono la direzione del maestro Alvise  Casellati che non è riuscito a tirar fuori  dall’orchestra  genovese quella freschezza e piacevolezza tipiche della partitura dell’Elisir d’amore . Un vero peccato.  Francesca Camponero

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