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Gossip – Veronica Lario conferma assegno di divorzio record: 67.000 € al giorno da Berlusconi

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Veronica Lario al mare durante la scorsa estate

GOSSIP. 17 MAG. Nonostante in questi giorni si faccia un gran parlare della storica sentenza della Cassazione che ha sancito come, da ora in poi, l’assegno versato al coniuge economicamente più debole, dopo il divorzio, non dovrà più necessariamente tenere conto del tenore di vita goduto durante il matrimonio, ma soltanto consentire di mantenersi dignitosamente, la stessa Suprema Corte ha respinto il ricorso di Silvio Berlusconi.

L’ex Premier infatti aveva chiesto di diminuire l’assegno mensile record di 2.000.000 di Euro che versa alla ex moglie Veronica Lario (60 anni), ma il suo ricorso è stato rigettato dalla Cassazione con la motivazione che “lui è uno degli uomini più ricchi del mondo ed è rilevante la disparità dei suoi redditi rispetto a quelli della ex consorte. E in questo caso la separazione non elide la permanenza del vincolo coniugale e il dovere di assistenza garantendo il precedente tenore di vita”.

Veronica Lario, quindi, continuerà tranquillamente ad incassare ad interim, per il resto della sua vita, la folle cifra di 2.000.000 di Euro al mese. Ovvero quasi 67.000 € al giorno. Per quasi 3000 € all’ora. Circa 46 € al minuto. Per sempre. 


Una cifra talmente “stellare” da risultare quasi inconcepibile per le persone normali. Una cifra che, oggettivamente, per un essere umano, risulta quasi impossibile da poter spendere, anche concedendosi quotidianamente i lussi più sfrenati.

M.F.

24 COMMENTI

  1. Nonostante tutti i soldi che prende da Berlusconi.,mi sembra di aver letto che ha fatto diversi investimenti sbagliati e adesso si trova in difficoltà. E a chi si rivolge??..al pozzo di San patrizio ( berlusca)

  2. Divorzio all’italiana è un film del 1961 diretto da Pietro Germi.

    Presentato in concorso al Festival di Cannes 1962, vinse il premio come miglior commedia[1], e ottenne anche tre candidature all’Oscar vincendo la statuetta per la miglior sceneggiatura originale.

    Nell’ipotetica città siciliana di Agramonte vive il barone Ferdinando Cefalù, detto Fefè. L’uomo è coniugato da dodici anni con l’assillante Rosalia, una donna ardente d’amore per lui ma per la quale aveva perso ogni attrazione. Nel frattempo, è innamorato della propria cugina, la sedicenne Angela. La legge italiana non ammette il divorzio, ma è ancora previsto il delitto d’onore, un caso di omicidio punito con pena più mite e molto frequente in Sicilia[2].

    Fefè tenta allora disperatamente di trovare alla moglie un amante, per poterli sorprendere insieme, ucciderli, usufruire del beneficio del motivo d’onore e – scontata la lieve pena – sposare finalmente l’amata. Non ci riesce, ma la sorte gli viene incontro. In seguito a un litigio con il marito, Rosalia, sentendosi abbandonata, cerca conforto in Carmelo Patanè, un suo vecchio spasimante creduto morto in guerra e poi tornato. Fefè, venuto a sapere della vecchia relazione, favorisce gli incontri e spia i potenziali adulteri. Finché un giorno scopre che si sono finalmente dati appuntamento, in occasione dell’arrivo in città del film La dolce vita, che richiama tutto il paese. Il barone va al cinema, ma nel mezzo della proiezione rincasa allo scopo di sorprendere gli amanti. Costoro, però, anziché consumare il tradimento, si sono dati alla fuga.

    Venuta a mancare la flagranza, che avrebbe potuto giustificare lo stato d’ira richiesto dalla norma sul delitto d’onore, Fefè si finge malato e incapace di reagire. Si attira così il disprezzo di tutti i concittadini, intenzionalmente, per creare condizioni di disonore sufficienti a giustificare comunque il suo gesto. Nel frattempo lo zio Calogero, padre di Angela, muore d’infarto scoprendo casualmente la tresca della figlia con il nipote. Al funerale fa la sua apparizione Immacolata, moglie di Patanè, che umilia pubblicamente Ferdinando, sputandogli in faccia.

    Grazie a Don Ciccio Matara, boss locale, il barone viene a conoscenza del luogo dove sono nascosti i fuggiaschi. Giunto sul posto, trova Immacolata che ha già vendicato il suo onore uccidendo il marito. Non gli resta allora che fare altrettanto con Rosalia. Condannato a tre anni di carcere, sconta una pena inferiore beneficiando di un’amnistia, e torna infine in paese dove finalmente sposa la bella Angela.

    Ma, dopo pochi mesi, in viaggio di nozze qualcosa (o meglio qualcuno) mette già in dubbio la felicità dell’unione. Nella scena finale infatti, Angela sdraiata sul ponte di una barca bacia il neo marito Fefè, mentre con un piede carezza quello del giovane timoniere.

  3. Almeno abbiate rispetto x chi non riesce ad arrivare a metà del mese .prendendo dei stipendi o pensione da fame non pubblicate queste vergogne .dopotutto sono soldi nostri .Ho vergogna io x loro .Non li invidio tanto sono persone che non saranno mai felici le mancherà sempre qualcosa. La sensibilità x gli altri

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