Goffredo Mameli, poeta e patriota

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Goffredo Mameli poeta e patriota, scrisse l'inno d'Italia
Goffredo Mameli poeta e patriota, scrisse l'inno d'Italia
Goffredo Mameli poeta e patriota risorgimentale, scrisse l’inno d’Italia

RECCO. 25 FEB. Scorre sangue ligure nelle vene di Goffredo Mameli, poeta e patriota risorgimentale. Le parole dell’inno “Fratelli d’Italia” forse sono sgorgate dalla fulgida lirica del poeta quando soggiornava nelle citta di Recco, Chiavari e Genova! La mamma del patriota, Adelaide Zoagli Lomellini Mameli, nobil donna dell’aristocrazia genovese, ha abitato con i quattro figli, per lunghi periodi a Recco in località Polanesi in Borgo pace, una villa circondata da magnifici pini.

La villetta è stata acquistata il 13 luglio 1833 da Marino Buonguadagno impegnando la dote della marchesa Adelaide. Il giovane nucleo familiare Zoagli – Mameli soggiorna a lungo a Polonesi, c’e una targa in marmo in via Mulinetti, a fianco del civico 48, che testimonia il soggiorno del poeta. L’acquisto della villa, viene fatto per trascorrervi lunghi mesi di “campagna”, lontano dalla vita salottiera della città di Genova che non piaceva ad Adelaide Zoagli, marchesa dalle idee liberali e progressiste.

Villino "Borgo pace" dove soggiorno la famiglia Mameli Zoagli Lomellini
Villino “Borgo pace” tra il verde a Polanesi dove soggiornò la famiglia Mameli

Goffredo ha sei anni quando incomincia a vivere sul verde poggio di Polanesi e intraprende i suoi primi studi sotto la guida della madre e di Michele Giuseppe Canale, poligrafo di elevata cultura e fedele alle dottrine mazziniane. Mameli continua gli studi alla Facoltà di giurisprudenza e poi a Filosofia, all’università di Genova (la sua frequenza è documentata sino al 6 dicembre 1847). La sorella Angela, la più cara al poeta, muore all’età di sedici anni, proprio nella casa di Polanesi, dove viene sepolta il 3 novembre 1850.

 

Questo triste evento è ricordato con una lapide murata, chissà perché, nel pilastro destro, parte interna, dell’entrata del cimitero della frazione recchese. Quindi i legami che la famiglia Zoagli, Lomellini, Mameli ha con la collina di Polanesi e con Recco sono fortissimi.

Dove è stato scritto l’inno d’Italia? Si chiedono in molti tra cui Liguri? Qui riportiamo quel che è scritto sul sito web del Quirinale, dove si legge: «Dobbiamo alla città di Genova il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Scritto nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico…».

Targa in memoria di Goffredo Mameli
Targa in memoria di Goffredo Mameli

«Nei mesi di agosto e settembre 1847 – spiega Ernestina Zoagli, scrittrice e discendente della famiglia – il poeta soggiornava a Polanesi e frequentava Chiavari, dove era entrato a far parte della Società Entellica». È perciò possibile che il verde poggio di Polanesi abbia contribuito ad ispirare alcuni dei celeberrimi versi dell’Inno. Dopo questo periodo Mameli venne attratto dai moti insurrezionali, ma questa è storia d’Italia. Antonio Bovetti

Le fonti di questi fatti storici li abbiamo raccolti da libri del giornalista Sandro Pellegrini conservati nella biblioteca Comunale di Recco e nella biblioteca del Museo Risorgimentale della Società Economica di Chiavari.
Storia del casato Zoagli Lommelini

La famiglia Zoagli, nei secoli, diventando potente economicamente e politicamente, ha dato alla Repubblica di Genova, due Dogi, molti cavalieri e uomini d’arme – leggiamo da un saggio di Ernestina Zoagli,  – forse la figura di Adelaide Zoagli, figlia del marchese Nicolo’ Zoagli e Angela Lomellini, sarebbe passata inosservata nella biografia di famiglia, se non fosse stata la madre di Goffredo Mameli. Adelaide ha avuto, fin dall’infanzia, un’amicizia molto intensa con Giuseppe Mazzini definita, da chi li conosceva bene, “un amore platonico”. La marchesa ventenne, però cede alla corte del giovane Giorgio Mameli, ufficiale della marina Sarda. Dall’immediato matrimonio nascono Goffredo, Angela, Gian Battista e Nicola, entrambi garibaldini e studiosi di filosofia. ABov.

Goffredo ..i primi passi da patriota…

Mameli fa diventa garibaldino
Goffredo Mameli diventa garibaldino

“La «Società del Progresso» (ma si proposero vari nomi) fu fondata a Chiavari a casa di Gabriele Castagnola l’11 ottobre 1846. Ne fu primo presidente Stefano Castagnola. Il 31 ottobre assume il nome «Entellica». Nel novembre 1846 gli studenti, passati a Genova per gli studi, vi portarono anche la loro associazione. Il 1º dicembre si tenne la prima seduta. Il 10 marzo fu accolto Goffredo Mameli. Il 15aprile la Commissione legislativa mutò il nome in «Soc. Entelma». Mameli non stava per laurearsi quando cominciò «a girare l’Italia»: iscritto nel 1842 al Corso di filosofia, propedeutico alle varie facoltà, espulso nel ’43, ricompare nei registri il 15-11- 1845. Perde poi ancora un mese per aver mal tollerato critiche al Manzoni (del prof. Rebuffo). Il 12 agosto del ‘47 supera l’esame e viene ammesso alla facoltà di legge.

Frequenta fino al 6 dicembre 1847. È agli inizi. Ma il Congresso degli Scienziati, il clima patriottico sempre più diffuso tra intellettuali, nobili e popolo, sino alla celebrazione della cacciata degli Austriaci nel cento e un anno di ricorrenza sollecitano il giovane studente, poeta e mazziniano, ad una intensa e proficua opera di organizzatore, pubblicista, ambasciatore e poi soldato, con responsabilità di grado, sino alla morte atroce. E perché non ricordare che Lorenzo Valerio, commissario straordinario del governo italiano per le Marche, proclamò l’Inno di Mameli: inno nazionale, con una circolare del 1860.” Tratto da documenti in archivio museo del Risorgimento Soc. Economica Chiavari.

(Sulla biografia di Goffredo Mameli ci sono ancora molti fatti da racconta, anche un po’ oscuri …. lo faremo nelle nelle prossime pagine…)

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