Gli Studi Liguri rivendicano il Museo Archeologico di Savona

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Il Museo Archeologico di Savona al centro della disputa
Il Museo Archeologico di Savona al centro della disputa
SAVONA. 4 GENN. Una raccolta di firme e di consensi a favore dell’ istituto attraverso la sottoscrizione di un documento: è questo l’obiettivo dei sostenitori degli Studi Liguri dopo l’ annuncio che la gestione del Museo Archeologico di Savona è stata affidata ad un altro ente.

“Dal 1990- spiegano all’ IISL- esiste a Savona, sul Priamàr, un Museo archeologico frutto delle ricerche avviate fin dal 1956 dall’ Istituto Internazionale di Studi Liguri ed inserito nel suo Sistema Museale che comprende i principali musei archeologici del Ponente ligure”.

L’Istituto, unitamente alla Società Savonese di Storia Patria ed alla Associazione “A Campanassa” si è fatto promotore, dalla metà degli anni Cinquanta del Novecento, del salvataggio prima, poi del recupero e del restauro del complesso monumentale del Priamàr, collaborando con il Comune nei suoi interventi.

 

“Nel 1989 – proseguono i respondabili dell’ Istituto Studi liguri- l’amministrazione comunale savonese affidò all’Istituto di Studi Liguri, nella persona del professor Carlo Varaldo, il compito di progettare scientificamente ed allestire concretamente l’esposizione museale che venne inaugurata nell’aprile del 1990”.

Da allora l’Istituto ha curato, per conto del comune savonese, la gestione; ha dato vita ad un centro ricerche specializzato, realizzando ben 58 campagne di scavo nel territorio savonese ed in particolare sul Priamàr. Tutte iniziative realizzate su concessione ministeriale ed in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova. Il vasto patrimonio raccolto così negli anni è di proprietà statale, ma l’Istituto ne esercita i diritti scientifici ed esclusivi propri del concessionario, avendo investito nelle ricerche risorse economiche e scientifiche.
“Il Museo- ci spiega il professor Varaldo- grazie a molte ricerche, ha potuto arricchire il proprio patrimonio espositivo e rinnovarsi profondamente, attraverso sistematici aggiornamenti dell’allestimento, fino all’ultimo intervento, reso possibile dal finanziamento regionale del progetto europeo Accessit, per cui è stata completamente allestita la sezione medievale e moderna, oggi visitabile al primo piano del Palazzo della Loggia”.

Attualmente il percorso museale è costituito dall’esposizione di 1185 reperti, il 92per cento dei quali frutto delle ricerche condotte dall’Istituto di Studi Liguri. A settembre di quest’anno il Comune ha deciso di procedere all’affidamento della gestione del Museo tramite una gara d’appalto, il cui bando non ha tenuto conto, nei termini dovuti, della necessità di affidamento ad un’istituzione scientifica adeguata, con competenze specifiche sulla realtà savonese, che fosse centro di ricerca e con personale dotato di collaudata professionalità. L’esito della gara ha visto l’Istituto classificarsi al secondo posto per una risicatissima differenza dello 0,86/100 grazie alle valutazioni di una commissione giudicatrice di cinque componenti nella quale la competenza archeologica era rappresentata soltanto da un funzionario della Soprintendenza Archeologia della Liguria.

Da qui la decisione di dare vita ad una sottoscrizione che porti il Comune a rivedere la situazione. Il documento recita: “ I sottoscritti firmatari chiedono all’Amministrazione Comunale che la Città non perda una realtà culturale di eccellenza e che siano garantite: la sopravvivenza di un Museo espressione della ricerca, che possa continuare a fornire nuove evidenze archeologiche e ad implementare con ulteriori ritrovamenti il percorso museale; la continuità di un’istituzione centro di riferimento e di studio per i ricercatori e studiosi della realtà savonese; un Museo che continui ad attivare, oltre alle proficue collaborazioni con le scuole (quali il progetto scuola-lavoro con il Liceo Chiabrera – Martini), stages e tirocini universitari; che continui ad essere punto di riferimento privilegiato per la didattica museale rivolta agli Istituti scolastici di ogni ordine e grado; che prosegua i contatti, ampiamente collaudati, con Università, Soprintendenze, Musei ed Istituzioni scientifiche italiane ed estere; che continui ad essere, a livello europeo, un’istituzione riconosciuta quale punto di riferimento per lo studio della ceramica medievale e moderna; che non perda la professionalità degli operatori che ne hanno curato in questi anni la gestione”.

Il documento, che è un vero e proprio attestato di solidarietà verso il Museo archeologico di Savona, ed è già stato sottoscritto da molti cittadini in tutta la provincia, prosegue così:“Se verrà meno questo pluridecennale rapporto fra il Comune e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri Savona perderà inevitabilmente la biblioteca specializzata in archeologia, ceramologia, storia ed arte locale (oltre 4.000 volumi concessi in deposito dall’Istituto di Studi Liguri e consultabili negli orari di apertura del Museo); l’attività congressuale incentrata, in particolare, sugli annuali Convegni internazionali della ceramica; i reperti ceramici di proprietà dell’Istituto e del Centro Ligure per la Storia della Ceramica; uno dei fondamentali standard museali costituito dall’attività di ricerca archeologica connessa al Museo; l’interruzione delle convenzioni (stages, progetto Erasmus, tirocini formativi, tirocini post universitari, ecc.) stipulate dall’Istituto di Studi Liguri con vari Atenei italiani e soprattutto con l’Università degli Studi di Genova, queste ultime attivate grazie al fatto che il prof. Carlo Varaldo riveste il ruolo di presidente-coordinatore del Corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali e di direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, nonché direttore scientifico dell’Istituto stesso”.
Coloro che volessero accogliere questa proposta potranno, per dare un attestato di solidarietà all’ Istituto Studi Liguri, nella speranza che l’Amministrazione Comunale savonese possa ritornare sui suoi passi, sottoscrivere il documento con un semplice cenno di assenso scrivendo a  [email protected] ed aggiungendo: sottoscrivo.

CLAUDIO ALMANZI

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