Gli immigrati regolari abbandonano Genova, che li ha accolti

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Ma se ghe pensu: gli immigrati regolari abbandonano Genova, che li ha accolti
Andare via stringeva il cuore e si cantava Ma se ghe penso: oggi gli immigrati regolari, diventati genovesi, abbandonano la città che li ha accolti

GENOVA.10 FEB. Piano piano, gli immigrati regolari abbandonano Genova, che li ha accolti, e vanno in un’altra città o nazione, dove stanno meglio. Dopo anni di crescita, nel capoluogo ligure gli stranieri residenti diminuiscono e si registra un trend negativo. L’indagine statistica è stata fornita oggi dal Comune.

I dati, inequivocabili, dimostrano che parte della popolazione straniera non è immigrata a Genova per stabilirvisi definitivamente, contribuire allo sviluppo economico e dare una mano ad uscire dalla crisi, ma è venuta qui in cerca di fortuna mordi e fuggi. Le risorse per la città, in sostanza, non sono loro, ma è la nostra città ad essere stata una risorsa per loro, garantendo accoglienza e servizi pubblici gratuiti.

In base ai dati di Tursi, i cittadini stranieri che risiedono a Genova al 31 dicembre 2014 sono 56.480 (26.034 maschi e 30.446 femmine) e risultano in diminuzione dell’1,5% rispetto a fine 2013 (-878 unità) dopo anni di crescita continua.

 

La comunità più numerosa è quella ecuadoriana (16.601 unità, di cui il 29,4% residente nel Centro Ovest), seguita dagli albanesi (6.325, di cui il 28,7% residenti in Val Polcevera), dai rumeni (5.107 dei quali il 15,8% residente nel Centro Ovest), dai marocchini (4.429), dai peruviani (2.750), dai cinesi (2.180), dagli ucraini (1.879), dai senegalesi (1.721) e dai cingalesi (1.219).

Anche nel 2014 nel municipio Centro Ovest risiede il più alto numero di stranieri (11.806) pari al 20,9% del totale, seguito dal Centro Est (18,2%), dalla Val Polcevera (15,3%), dalla Bassa Val Bisagno (12,2%), dal Medio Ponente (11,2%), dalla Media Val Bisagno (7,7%), dal Ponente (5,3%), dal Medio Levante (5,3%) e dal Levante (3,8%).

Inoltre, secondo i dati del Ministero degli Interni, forniti lo scorso gennaio in Regione, nel mese di febbraio 2015 in Liguria sono state esaminate 3.301 richieste di asilo che hanno avuto il seguente esito: 276 rifugiati, 644 protezione sussidiaria, 711 protezione umanitaria, 1.609 dinieghi e 61 altri esiti.

Oggi nella nostra regione i veri rifugiati di guerra risultano 355, ossia solo circa il 10 per cento dei richiedenti asilo. Uno su due non ha ottenuto lo status di profugo perché ha finto di esserlo, ma è stato mantenuto a nostre spese. Senza contare le migliaia di irregolari privi di documenti o col permesso di soggiorno scaduto. Fabrizio Graffione

 

32 COMMENTI

    • ….le persone corrette …regolari….che lavorano onestamente perché non possono restare?…qui si diventa razzisti…saremo sempre un popolo di retrogadi se la penseremo sempre cosi’…..invece via stranieri che recano problemi e danni ,questo sicuramente.

    • Signora Simona,io credo che nessuno abbia il diritto di offendere l’ altro,specialmente quando si generalizza.Non mi reputo una buonista ma semplicemente la scritta”non servono a niente “la ritengo inopportuna.A questo mondo siamo tutti importanti e nessuno indispensabile..mi fa piacere per lei che si sente migliore di me in quest caso.E’ evidente che si fa confusione tra la lana e la seta….buonasera

  1. Io penso che chi lavora ed e’ regolarmente in Italia ,perche’ non puo’ restare?Chi va via e’ la persona che ha capito che in Italia c’ e’ poco futuro….quanti italiani vanno all’ estero?…..piuttosto sono x il via di stranieri che vengono in Italia a delinquere,quello si.

  2. Ci preoccupiamo di quelli che vanno via ma di quelli che arrivano non me parlano. É diventato un disastro andare x strada. Gente di 18 . 20 anni che mentre telefonano chiedono soldi e ti insultato se glieli neghi. Ma dei nostri figli laureati e senza lavoro non gliene frega a nessuno

  3. Purtroppo non viene mai menzionato o pubblicato come vengono trattati “questi immigrati” quando arrivano, testimone chi parla che per avere il permesso di soggiorno ha dovuto aspettare un’anno, nel frattempo impossibilitato di lavorare per mancanza di documenti e finalmente all’arrivo di esso non poter lavorare perché arrivato scaduto. Peccato che non si parla o pubblica di come al cercare lavoro non ti assumono perché sei da un’anno in Italia. Ora ci chiediamo perché se ne vanno? Magari perché si considera di più a chi arriva via mare (e qualcuno incassa qualcosa) di chi arriva passando legalmente dal l’immigrazione all’aeroporto…

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