GIULIO VOLPE IN VISITA AD ALBENGA

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La visita del professor Volpe a San Calocero
La visita del professor Volpe a San Calocero
SAVONA. 1 AGOS. Ieri mattina il presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali (il maggiore organo scientifico del ministero per i beni culturali) ha visitato il complesso archeologico di San Calocero di Albenga. Il professor Giulio Volpe si è interessato di persona a quello che può essere considerato uno più interessanti siti archeologici di ricerca attualmente aperti nel nostro Paese. La visita al complesso del San Calocero ha rappresentato anche l’ ultimo appuntamento della visita che il dottor Volpe ha fatto ai principali siti di scavo liguri. Il complesso monumentale che si trova alle pendici del Monte di Albenga, in prossimità dell’ inizio della salita che porta da Albenga ad Alassio attraverso la strada romana imperiale Julia Augustea, è oggetto di studi pluriennali ad opera del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, sotto la direzione del professor Philippe Pergola. Il professor Volpe è uno dei maggiori esperti di archeologia tardo antica e cristiana, pertanto è particolarmente interessato alla ricerca che si sta portando avanti nel Ponente. Il professore è stato accompagnato nella visita sullo scavo dal direttore della ricerca, professor Pergola, dal coordinatore degli scavi, Stefano Roascio, dalla dottoressa Conventi della soprintendenza archeologia della Liguria, dal sindaco Giorgio Cangiano, dal vice sindaco Riccardo Tomatis, dal professor Delestre, Soprintendente archeologo della Regione PACA e da Lorenza Giudice della Fondazione De Mari. Erano presenti anche le autorità civili e religiose della “Città delle Torri”. “La visita del professor Volpe- hanno spiegato Pergola e Roascio- e la disponibilità che ha dimostrato nei nostri confronti non può che onorarci e spingerci a proseguire nel migliore dei modi non solo lo scavo archeologico del sito, che recentemente ha avuto una visibilità straordinaria praticamente in tutto il mondo, ma anche una azione di valorizzazione dell’Albenga tardo-antica, in sinergia con le istituzioni locali, regionali e statali. Oltre alla Fondazione Lamboglia, che da sempre sostiene la quasi totalità dello sforzo economico legato alla ricerca, quest’anno siamo anche particolarmente grati alla Fondazione bancaria De Mari di Savona, che ha approvato un cospicuo finanziamento pluriennale che andremo ad impiegare non solo nella ricerca, ma anche in attività di valorizzazione e promozione dello straordinario patrimonio storico-archeologico della tarda antichità che ha Albenga. Daremo poi anche ulteriore impulso, in accordo con il Vescovo coadiutore Monsignor Guglielmo Borghetti, alla convenzione che lega la Diocesi ed il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, con l’obbiettivo di riattivare per il 2016 il Corso di Antichità Cristiane, che nella precedente edizione aveva visto la partecipazione di studenti provenienti da tutta Italia, che avevano così potuto conoscere Albenga e le sue bellezze. Le prime novità, comunque, le attendiamo con la ripresa degli scavi ad inizio settembre, che si protrarranno quest’anno per un mese e mezzo. Alla fine della campagna, come di consueto, organizzeremo una significativa giornata di studio per presentare al vasto pubblico i dati e le novità emersi dalla ricerca, mentre in inverno è previsto il convegno sulle sepolture anomale, per affrontare con i maggiori specialisti del settore non solo il noto caso di Albenga, ma anche altri significativi esempi italiani ed europei”. A fine visita è stato annunciato che entro la fine dell’ estate il complesso del San Calocero sarà aperto al pubblico e che sarà possibile reperire fondi attraverso l’art bonus, che renderà detraibili il 65 per cento delle donazioni a favore di musei e siti archeologici come quello situato sulla collina ingauna. Gli scavi archeologici riprenderanno nel mese di settembre e saranno coordinati dal Pontifico Istituto di Archeologia Cristiana.
CLAUDIO ALMANZI

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