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GIOVANI E LAVORO: LA REGIONE LIGURIA STANZIA 20,4 MILIONI DI EURO PER IL “PIANO GIOVANI” PER AGEVOLARE LE OPPORTUNITA’ DI OCCUPABILITA’

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GENOVA 17 AGO. “Bamboccioni” a casa con mamma e papà a 30 anni e oltre. Facile dirlo, difficile uscirne. Giovani e lavoro: due elementi necessari allo sviluppo sociale, economico e umano che di questi tempi pare essere un binomio in pericoloso “conflitto” congiunturale.

Così la Regione Liguria si prepara all’autunno caldo dello spinoso fenomeno della disoccupazione giovanile con un “Piano Giovani” regionale sostenuto da un finanziamento di 20 milioni e 400mila Euro, messo a punto con i colleghi di Giunta Lorena Rambaudi, titolare delle Politiche Sociali, e Enrico Vesco, responsabile assessorato al Lavoro.

”Le azioni che fanno già parte del piano sono frutto di un’analisi ragionata delle migliori esperienze realizzate a livello locale, nazionale ed europeo e sono state inserite in un contesto organico che ha l’ambizione di mettere a sistema le diverse opportunità oggi percorribili a favore dei giovani”. Così, in una nota, l’Assessore alla Formazione e istruzione della Regione Liguria Pippo Rossetti, in merito all’appena varato “Piano Giovani”.


Il “Piano” è finalizzato all’occupabilità, alla capacità delle persone di essere occupate, di cercare un impiego, di trovarlo e mantenerlo nella fascia compresa tra i 16 e i 34 anni.

Oltre a aumentare l’occupabilità fra le giovani generazioni e a rafforzarne la posizione sul mercato del lavoro, il “Piano Giovani” regionale punta a contenere la dispersione scolastica, a promuovere il successo formativo e professionale e a eliminare le forme di esclusione sociale.

”Solo investendo sui giovani e sulle giovani donne, con particolare attenzione, anche alle fasce più deboli, si potranno innalzare gli standards di benessere e coesione sociale, fondamentali per uno sviluppo sostenibile, inclusivo e di qualità della nostra società – ha concluso l’assessore Rambaudi.

In questo periodo è prioritario riuscire a dare maggiori e continue garanzie a una fascia di popolazione che oggi più che mai risulta particolarmente penalizzata nel mercato del lavoro, mentre dovrebbe essere portatrice delle maggiori possibilita’ di sviluppo e di crescita della nostra regione”.

Marcello Di Meglio

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