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Giornata storica per la Liguria: al via iter referendum Lega su autonomia

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Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone

GENOVA. 27 SET. “Volete voi che la Regione Liguria, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, III comma, della Costituzione?”.

Giornata storica per la Liguria. Prende il via oggi l’iter per l’autonomia della nostra regione con il quesito referendario proposto dal Carroccio.

L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa della Liguria stamane ha infatti deferito all’esame della I Commissione consiliare la pratica relativa alla proposta di deliberazione depositata lunedì 18 settembre dal Gruppo regionale Lega Nord Liguria ed intitolata: “Indizione di referendum consultivo concernente l’iniziativa per l’attribuzione alla Regione Liguria di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”.


“Ringraziamo il Presidente Francesco Bruzzone – hanno spiegato i consiglieri regionali leghisti – per la celerità e la serietà con cui ha esaminato la pratica. Adesso speriamo che i lavori della Commissione procedano senza intoppi e si possa andare al voto al più presto.

Oggi il nostro obiettivo è di ottenere, finalmente, la migliore soluzione sia per contrastare la crisi economica, sia per ristabilire corretti meccanismi di responsabilizzazione, trasparenza e partecipazione dei cittadini e dei rappresentanti politici a beneficio dell’interesse esclusivo della Comunità ligure.

Inoltre, con l’autonomia sarà possibile legiferare su determinati argomenti con maggiori poteri e congrue tempistiche per dare risposte più concrete al territorio. L’autonomia politica ed amministrativa delle Regioni è un valore di rango costituzionale e deve essere intesa quale processo di crescita sociale dell’intero Paese, non solo della Liguria.

In altre parole, più i popoli controllano e decidono, meglio si spendono i soldi pubblici per creare sviluppo sul territorio. Meno lo Stato centrale e la UE si intromettono ed interferiscono, meglio è per il futuro di tutti”.

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