Giornata mondiale Alzheimer, a Genova centro ricerca con Early

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GENOVA. 21 SET. Oggi, 21 settembre, ricorre la XXII Giornata Mondiale Alzheimer e IV Mese Mondiale Alzheimer, e sono centinaia le iniziative organizzate in tutta Italia per sensibilizzare ai problemi che ruotano attorno chi soffre o ha un parente affetto da demenza.

Ad oggi non esistono al mondo farmaci in commercio di comprovata efficacia per rallentare il processo patologico degenerativo della malattia di Alzheimer. Però la notizia di pochi giorni fa concede molte speranze.

Secondo uno studio pubblicato su Nature sarebbe possibile, grazie a un farmaco, l’Aducanumab, ridurre la quantità di placche amiloidi, ovvero l’accumulo di proteine nel cervello considerata causa dell’Alzheimer, e quindi rallentare, nei malati, il declino cognitivo.

 

Si tratta di una scoperta ancora tutta da confermare ma che per la sua rilevanza ha fatto scalpore, restituendo speranza ai 46,8 milioni di persone nel mondo affette da demenza.

E’ noto, a livello scientifico, come la malattia sia già presente già molti anni prima che si manifestino i primi sintomi.

Proprio a Genova, in collaborazione con una nota azienda farmaceutica e con strutture universitarie ed ospedaliere di diversi paesi sta per partire il progetto “Early”.

Il progetto, una vera e propria ricerca, per la prima volta, prende in esame persone che non presentano nessun sintomo della malattia ma che sono a rischio per sviluppare la malattia.

Si tratta di persone nella terza fascia di età, dopo i 60 anni e che abbiano, o abbiano avuto, un familiare di primo grado, genitore o fratello e sorella, affetto dall’ Alzheimer, certificata da un centro specialistico e verificabile.

Queste persone potranno sottoporsi ad esami preliminari in grado di diagnosticare la malattia prima che si manifestino i sintomi.

Questi primi segni sono già visibili con esami specialistici, non invasivi, volti ad evidenziare una anomala quantità di una proteina tossica nel cervello, la proteina beta amiloide.

Il farmaco che si sta sperimentando avrebbe appunto la capacità di interferire con il processo biologico che porta all’accumulo eccessivo di questa proteina tossica.

Se gli esami confermeranno i primi segni della malattia le persone potranno intraprendere una terapia con un farmaco orale per 5 anni.

A Genova la Clinica Neurologica del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova e dell’IRCCS San Martino-IST” è stata  selezionata tra i centri d’eccellenza a livello mondiale.

La partecipazione allo studio Early è completamente gratuita.

Informazioni sullo studio.

Email  [email protected]; telefono 010 5552397 (tutte le mattine dalle 8 alle 13 specificando ‘rischio Alzheimer’)

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