Gianluca Rando, 25 anni di musica

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Gianluca Rando
Gianluca Rando
Gianluca Rando

GENOVA. 14 OTT. Gianluca Rando nasce a Messina il 14 settembre del 1976.

Il primo approccio con la musica avviene a dodici anni quando entra a far parte della banda locale: comincia così a studiare il basso tuba, ma ben presto le influenze musicali lo dirottano su un nuovo strumento: la chitarra, di cui si innamora.
Intraprende studi da autodidatta, riuscendo ad ottenere in soli tre anni un’ottima padronanza dello strumento.
Al contempo si avvicina anche ad altri strumenti, come il basso e il pianoforte, che adesso, nelle incisioni dei propri dischi, spesso preferisce suonare egli stesso.

Le tre colonne portanti del suo genere sono le aree: rock-blues (J. Hendrix, J. Page e R. Blakmoure); rock progressive del 70 (S.Howe, F.Zappa, J.Beck) e jazz (J.Pass, W.Montgomery, A. di Meola).

 

Con lui facciamo quattro chiacchiere.

Gianluca Rando 25 anni di carriera, un musicista a tutto tondo, hai abbracciato vari generi nella tua lunga carriera: Rock, jazz, blues, insomma, non è ancora tempo di bilanci, ma approfittando del raggiungimento del primo quarto di secolo di attività, ti ritieni soddisfatto?

Si, sono molto soddisfatto per quanto fatto in questo quarto di secolo, ma al contempo lo considero fase preparatoria e base di partenza per il futuro.

Hai vissuto la tua infanzia a Genova, la nostra città ha influenzato in qualche modo la tua preparazione musicale, ad esempio riferendoti alla scuola dei cantautori Genovesi?

Il periodo vissuto a Genova è stato breve, ma ciò non toglie che ascoltando gli artisti genovesi ne sia rimasto influenzato.

Provenendo da una famiglia di musicisti o comunque quasi tutti amanti della buona musica, a casa si ascoltavano molti

generi musicali. Ricordo in particolare i New Trolls, soprattutto nel loro periodo rock progressive ma anche i grandi come Paoli, Tenco o Conte.

La Sicilia è una terra in fermento dal punto di vista culturale, anche voi musicisti state facendo la vostra parte. Senza soffermarci nei soliti discorsi già fatti riferiti a criminalità organizzata, crei che il vostro ruolo possa aiutare questa splendida terra ad attirare su di se l’attenzione anche per cose positive?

La Sicilia ha dato i natali a molti artisti. Purtroppo la Stessa è gravata dalla nomea di paese di mafia e non riesce a far emergere quello di buono che è alla base della cultura siciliana. Con una iniezione di fiducia potremmo far conoscere le nostre positività.

Questo è un periodo in cui imperano reality che da un lato mettono in mostra talenti che altrimenti potrebbero rimanere inespressi, dall’altro stanno creando una sorta di affollamento di artisti o pseudo artisti con il risultato di togliere spazio a chi magari come te svolge la propria attività da anni , sei d’accordo con questa teoria o credi che questo tipo di trasmissioni siano utili?

I reality sono un buon viatico per poter tentare la carriera artistica, ma senza una buona base il tutto può rivelarsi fuoco di paglia. Credo che un vero Artista abbia davvero bisogno di fare la cosiddetta gavetta, senza questa difficilmente potrà raccontarsi emozionando il proprio pubblico.

Hai in questo periodo grande visibilità, curando la colonna sonora di Programmone, la trasmissione che va in onda su Rai radio 2 ideata e condotta dal grande Nino Frassica, come ti sei trovato nelle vesti di autore per le sue musiche?

Nino, oltre ad essere un grande Amico è una persona stupenda, umile ed un grande professionista. E’ stato piacevole e divertente collaborare con lui.

Oggi si può vivere facendo il musicista ?

Viviamo in un momento sociale molto delicato, credo non basti solo una buona visibilità per poter vivere di musica ma decisamente anche tanto impegno e passione.

Hai uno ho più artisti di riferimento ai quali ti ispiri?

Ma sicuramente ho iniziato come tutti i chitarristi ad ascoltare il grande Jimi Hendrix, avevo amplificatori sparsi in ogni ambiente di casa, a volumi insostenibili. Ma in questi 25 anni di carriera ho percorso davvero tante strade e tanti stili. Ti potrei citare il grande Dodi Battaglia dei Pooh ma anche Luis Salinas, piuttosto che Al Di Meola e Paco De Lucia.

Il fatto di far parte in questo periodo di un programma Rai, che probabilmente da grande visibilità, ti fa sperare di raggiungere traguardi ancora più ambiti, esempio trasmissioni musicali quali il Festival di Sanremo, oppure questo tipo di manifestazioni non sono nelle tue corde ‘.

Sai, per mia natura non amo mai mettere limiti alla Provvidenza. Se qualcosa deve avvenire non credo sia del tutto merito della giusta visibilità.

Amo vivere il presente e lasciare spazio senza illusione alcuna al futuro.

Abbiamo parlato del passato, programmi per i prossimi 25 anni? A parte gli scherzi, cosa hai in cantiere per il prossimo futuro?

Beh, intanto continuerò a divertirmi a scrivere musica per Nino Frassica.

Poi, visto il successo di questo mio tour “25 Anni di Musica Insieme”, ho deciso insieme a produttori, impresari e colleghi musicisti di accontentare la richiesta del mio pubblico, di girare un film documentario per festeggiare questo primo in aspettabile traguardo. Sarà davvero una grande festa!

Salutiamo Gianluca e ci lasciamo con la promessa di un suo ritorno a Genova, magari per partecipare al CBE, il Festival per chitarra e basso elettrico che si tiene ogni anno al Teatro Modena di San Pier d’Arena.

Nicola Leugio

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