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Genova, Tiler ‘colpisce’ al S. Martino: nuova opera dell’artista misterioso per il sindaco

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La nuova opera che Tiler ha affisso nella notte tra il 30 Aprile e il 1 Maggio fuori dall'ingresso dell'Ospedale San Martino di Genova

GENOVA. 2 MAG.  Tiler ha colpito ancora. L’artista misterioso che dice di regalare “arte” alla sua città, combattendo il degrado a “colpi di bellezza” disseminando di opere-graffiti gli angoli ed i muri più cupi, abbandonati e martoriati di Genova delle sue opere, considerate da molti geniali, questa volta ha “arredato” con una delle sue immagini l’entrata dell’ospedale San Martino.

E’ qui infatti, sul muro sfregiato da vecchi graffiti accanto all’ingresso del nosocomio genovese, che ieri mattina è comparsa una nuova “opera d’arte” dell’impegnato artista misterioso. Senza nome e senza volto, visto che cela al mondo la sua identità, comparendo nelle immagini sulla sua pagina Facebook sempre con la faccia celata dietro una maschera di scimmia.

E, ancora una volta, si tratta di un’opera di forte impatto visivo, dal chiaro significato simbolico, portatrice di un messaggio preciso. In questo caso, rivolto al prossimo sindaco di Genova. In vista delle imminenti elezioni amministrative di domenica 11 giugno, Tiler pone l’accento su quanto, effettivamente e finalmente, ci si aspetterebbe dal prossimo primo cittadino dell’ex Superba, partendo proprio dal caso dell’ospedale San Martino.


L’artista genovese realizza immagini originali e psichedeliche, mai banali, che racchiudono sempre un significato, capaci di esprime concetti, proteste e proposte, con la forza dell’immagine e la nettezza dei colori. Queste immagini vengono poi fissate su piastrelle di ceramica che, durante blitz compiuti solitamente di notte, senza che nessuno riesca mai a vederlo, lui applica su muri individuati in precedenza.

Grandi “tele” di mattoni o di cemento che non appaiono mai casuali, ma in siti particolari del capoluogo ligure. Luoghi su cui Tiler desidera appositamente attirare l’attenzione perché abbandonati al degrado, all’incuria, in una parola abbandonati al “disamore” di chi ha smesso di innamorarsi della sua città.

Ed in fondo la “missione” dichiarata da Tiler è anche questa: fare in modo che chi ha smesso di sorprendersi, di scoprire, di amare la sua città, non si rassegni al brutto che avanza, ma riscopra la voglia di guardarsi intorno, stupirsi, scoprire il bello dove meno te l’aspetti.

Del resto le “opere su piastrella” rappresentano proprio questo. Il bello dove meno te l’aspetti. Perché se non ti aspetti una ragazza alata sul muro sporco e imbrattato dopo il tunnel di Corso Sardegna, non ti aspetti nemmeno che a Corte Lambruschini, al posto dell’orribile bruco, dopo la sua rimozione, sia sbocciata una splendida farfalla turchese, e tanto meno che al Carmine, dopo la scomparsa dell’indimenticabile prete di strada, don Andrea Gallo sia ricomparso sotto forma di ritratto.

Ecco cosa Tiler ha scritto sulla sua pagina Facebook a corredo dell’ultima (solo in ordine di tempo) opera-graffito al San Martino. Dell’ultimo fiore che, ancora una volta, ha piantato nel letame.

“Eccoci qua, tra poco più di un mese siamo tenuti a scegliere il nuovo Sindaco, come sempre succede a Genova non c’è nulla di nuovo all’orizzonte, qualche nome accompagnato da un buon passato, tanti manifesti di dubbia bellezza grafica in cui spiccano sorrisi tirati a lucido per l’occasione e qualche promessa neanche troppo impegnata.

Genova ha bisogno di entrare nel nuovo millennio perchè ancora stiamo vivendo il 1900, siamo strutturati come la vecchia città che campava delle sue aziende a partecipazione statale, viviamo nel ricordo di quello che eravamo. Eppure questi uomini che hanno deciso di prendersi carico di destare questa città dal suo torpore non hanno proferito parola che io possa ritenere innovativa o coraggiosa, si limitano a sottolineare possibili cambiamenti su bazzecole di dubbia importanza.

Cosi questa notte, in una delle mie uscite, ho scelto un luogo che vorrei facesse da simbolo all’impegno che il futuro sindaco dovrebbe prendere con la città e i suoi abitanti, Ho scelto una struttura che quasi non ha pari in tutta Europa, 4000 dipendenti e 340000 mq di superficie, un colosso e un vanto, l’ospedale San Martino che da anni si accompagna alla barzelletta del parcheggio incompiuto. Non mi capacito di come tutto taccia intorno alla vicenda, se non erro è dal 2003 che sono partiti i lavori e tra un fallimento e un’altro ora passando di li sembra di osservare le rovine di un’antica civiltà di belinoni.

Noi ci presentiamo, e per noi intendo l’Italia intera, completamente incapaci di portare a termine un progetto semplice come costruire un silos, dopo 14 anni come è possibile che nessuno abbia trovato il modo di porre rimedio al groviglio burocratico in cui sicuramente è finita la vicenda?

Quindi mi rivolgo a Lei futuro sindaco di Genova e le chiedo gentilmente se si ritiene in grado di risolvere questo problema, perchè se non si ritiene in grado, se non ci potrà aiutare in questo, come crede di poter migliorare la nostra bella Genova? Abbiamo bisogno di uscire dall’immobilismo che ci attanaglia e questo mi sembra un buon punto di partenza. Grazie a voi che avete letto questo mio ennesimo sfogo, buon primo maggio! Tiler”.

M.F.

 

5 COMMENTI

  1. Parole giuste speriamo che siano prese in considerazione dal nuovo sindaco .., ciò è
    Un monumento all incapacità, un brutto biglietto da visita per L ospedale e tutta la città , e come ammettere pubblicamente che non siamo capaci a risolvere un problema

  2. grazie per aver dato eco alla mia sfida al futuro sindaco, purtroppo non ho sentito repliche da parte dei possibili futuri primi cittadini, nessuno ha deciso di metterci la faccia, eppure la questione è semplice, se risolvi questa che è la madre delle magagne genovesi sarai in grado di essere ricordato come “il Sindaco che ha fatto qualcosa”.

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