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GENOVA: “CASO SAMPIERDARENA”. LETTERA APERTA DEI CIV DI QUARTIERE

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questa lettera per intervenire e esprimere la nostra opinione in relazione alla situazione del quartiere dove esercitiamo le nostre attività e dove molti di noi vivono. L’attenzione che i media hanno riservato in questi ultimi mesi a Sampierdarena, ha avuto il merito di portare sotto i riflettori un problema, quello della sicurezza e della microcriminalità, di cui peraltro noi siamo perfettamente consapevoli già da tempo; ma l’approssimazione e il sensazionalismo con cui in molti casi è stato affrontato, ad esempio dipingendo il nostro quartiere come il Bronx o come uno dei luoghi più pericolosi della città, hanno reso un’immagine distorta della situazione, contribuendo paradossalmente ad aggravare il problema, invece che concorrere alla sua risoluzione. Ovviamente non si tratta in alcun modo di censurare eventuali notizie; ma in quest’ultimo periodo ci sembra che l’informazione su Sampierdarena sia stata a senso unico: grande attenzione (a volte anche eccessiva) per i molti crimini che avvengono, quasi dimenticando il fatto che episodi del tutto simili sono sempre avvenuti e continuano ad accadere anche in altri quartieri della nostra città; scarsa rilevanza per altre situazioni molto più positive e confortanti, come ad esempio le molteplici attività dei CIV da anni sul territorio e la nascita di nuovi Centri Integrati di Via con i loro progetti di riqualificazione del territorio (gia’ operativi vedi Rolandone) o con nuovi progetti quali quello della vivibilità allo studio in collaborazione con le forze dell’ordine. O come quelle realtà che da anni sono presenti sul territorio e senza grandi dichiarazioni (e a volte anche nell’indifferenza di istituzioni e media) continuano a lavorare: ci riferiamo al Teatro dell’Archivolto che ha avuto il merito proprio dieci anni or sono di riaprire il più bel teatro della città, il Gustavo Modena, affiancandogli una seconda sala nei locali dell’ex Mercato Comunale per più di duecento sere totali di apertura e dove transitano oltre 50.000 spettatori,facendolo diventare un centro culturale polivalente di importanza nazionale; al Circolo Musicale Risorgimento, con i suoi corsi musicali e l’attività della Banda Filarmonica di Sampierdarena; al club Amici del Cinema; al centro polivalente Don Bosco; al Centro Civico Buranello; alla storica Pubblica Assistenza Croce D’oro e tante attivita’ di volontariato poco esaltate ma note ai piu’ che utilizzano i loro servizi (Progetto80 Sampierdarena per i disabili solo come un esempio). Una fitta trama socio culturale, vitale e ricchissima, che molti altri quartieri, anche più rinomati, non possono vantare. Ci sembrano motivi sufficienti a far si che Sampierdarena non sia considerata ‘un’isola infelice’ nel panorama genovese: per questo invitiamo i media a considerare il problema della vivibilità dei nostri quartieri e delle nostre periferie in maniera globale, non isolando singoli casi o situazioni: così facendo si perde di vista la complessità del problema. Solo così si riusciranno a trovare le soluzioni, con un lavoro capillare e quotidiano, in cui tutti i soggetti coinvolti facciano la loro parte, senza protagonismi, né proclami”. (nella foto un’istantanea del corteo leghista antistranieri per Via Buranello venerdi 26 ottobre scorso)

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