Genova ostaggio dei figli di papà, alcuni dalle finestre: delinquenti

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Muri imbrattati, danneggiamenti e vandalismi ieri sera a Genova, tenuta in ostaggio da anarchici, centri sociali e No Borders
Muri imbrattati, danneggiamenti e vandalismi ieri sera a Genova, tenuta in ostaggio da anarchici, centri sociali e No Borders
Muri imbrattati, danneggiamenti e vandalismi ieri sera a Genova, tenuta in ostaggio da anarchici, centri sociali e No Borders

GENOVA. 17 APR. Tensioni, urla, petardi, danneggiamenti, vandalismi, auto e muri imbrattati ovunque, locali chiusi e gente rintanata in casa. Assedio alle sedi istituzionali di Esercito, Polizia, Prefettura e Regione. E’ stata una mini copia del G8. Circa duecento appartenenti alla rete No Borders e ai centri sociali, ieri sera hanno tenuto in ostaggio Genova, fra i caruggi e il centro città, facendola da padroni.

Alcuni degli anarchici provenivano da fuori città e dalla Francia. Sono stati messi fuori uso anche i bancomat delle Poste ed è stata incendiata della cartapesta davanti alla sede della Regione in piazza De Ferrari, dove la Sala Trasparenza, riservata pure ai giornalisti, è stata imbrattata con vernice e slogan: “Toti? Sta minchia” e “Frontex assassina”.

All’inizio, poco dopo le 20, c’è stato il lancio di uova e le scritte contro i nostri ragazzi del Comando militare di zona in largo Zecca: “Merde”, “Assassini”, “Essere immigrati non è reato”. I giovani, solo in parte incappucciati, hanno poi imbrattato i muri di via Assarotti e di via Roma: “Refugees welcome” e “Stop deportations”. Quindi della Prefettura, della Regione e del commissariato di polizia in piazza Matteotti: “Ogni sbirro è una frontiera” e “Le frontiere uccidono il nazionalismo anche”.

 

Alcuni genovesi dalle finestre hanno urlato ai vandali: “Delinquenti”.

Fra le altre scritte dei vandali, quelle contro i giudici, che condannano i delinquenti immigrati clandestini e l’altro giorno avevano condannato pure i 5 anarchici francesi, indagati a Milano per le devastazioni contro l’Expo e ritenuti responsabili dei danneggiamenti di una decina di auto nei caruggi: “Potete condannarci, ma non confinarci”.

 

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