GENOA, PREZIOSI “SONO IL MIGLIORE PRESIDENTE DEL DOPOGUERRA”

0
CONDIVIDI
Preziosi in

preziosi5GENOVA 14 LUG.  Tredicesima stagione da presidente. Il tempo di guardarsi indietro, tirare un bilancio e puntare il futuro per Preziosi. “Un giorno i tifosi diranno che sono stato il miglior presidente nel dopoguerra. Vedo rosa in prospettiva. Specie quando sarà manifesto ciò che faremo per il bene del Genoa” dice Enrico Preziosi dalla plancia di comando dell’Nh Hotel al Porto Antico, nel primo giorno di ritiro della squadra. Nessuno dei predecessori ha collezionato oltre cento vittorie in Serie A, tenendo la squadra in alto per nove stagioni consecutive. Certo, gli errori. “La questione della licenza Uefa è una ferita, me ne scuso e ci metto la faccia. Non accadrà più, chiudiamola lì e passiamo oltre”.

 

Il risanamento della società si tocca con mano. Da vizioso il circolo è diventato virtuoso e, a margine del sesto posto della scorsa stagione, l’equilibrio di bilancio è dietro l’angolo. “Tocca alla società compiere le scelte, sotto l’aspetto economico e tecnico. Non sempre ci riesco, ma cerco di fare, in base alle esperienze e alle possibilità, gli interessi del club in buona fede e con passione”. Il Genoa è stato ammesso al campionato grazie alle risorse ingenti (oltre 25 milioni) messe dall’azionista di riferimento. “È bene avere pazienza. Ho rispetto delle iniziative dei tifosi organizzati, quando esprimono dissenso. Meno invece di altre situazioni. Siamo usciti dalle secche, la strada è giusta. Avanti con l’autofinanziamento”.

 

 

Pronto a fare un passo indietro, nel caso ci sia qualcuno “disposto rompere il maialino e portare i soldi”. Non un’impresa facile di questi tempi. “Il presidente deve metterci razionalità, impostazioni logiche. Con il mister, Fabrizio, chi fa la squadra abbiamo lavorato bene e disputato un bellissimo campionato. Abbiamo cotto un buon riso. Stiamo tutti sereni e godiamoci il campo. Anche il mister, non uno tenero, lo vedo tranquillo. Abbiamo detto no a diverse offerte per alcuni giocatori. Non tratteniamo chi dice che vuole andare. Perin è rimasto, Rincon pure. Abbiamo preso dei giocatori importantissimi”.

 

Perotti sì, Perotti no. È il tormentone della prima parte di estate. A fronte di altri acquisti che arriveranno nelle prossime settimane, il mercato chiude il 31 agosto. “Se vuole restare lo decide lui, sono pronto ad andargli incontro, nei limiti dei nostri parametri. Sarà una sua scelta, ma è giusto che si prenda le sue responsabilità. A parte l’interessamento del Watford, non abbiamo ricevuto altri segnali. In entrata ci sono trattative per giocatori di fascia, si sa che in quelle zone il gioco del mister li brucia. E un centrale difensivo. Adesso partiamo, lavoriamo. Poi valutiamo il da farsi, con le indicazioni di Gasperini”.

LASCIA UN COMMENTO